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Emergenze 2016, appello UNICEF per 2,8 miliardi di dollari

Un bambino nel campo profughi di Dar es Salam, in Ciad, che ospita rifugiati nigeriani che hanno abbandonato il paese per via degli attacchi terroristici di Boko Haram - ©UNICEF/NYHQ2015-1505/Cherkaoui
Un bambino nel campo profughi di Dar es Salam, in Ciad, che ospita rifugiati nigeriani che hanno abbandonato il paese per via degli attacchi terroristici di Boko Haram - ©UNICEF/NYHQ2015-1505/Cherkaoui
26 gennaio 2016 – Con il nuovo Rapporto sull'intervento umanitario per i bambini (Humanitarian Action Report - HAC 2016) l'UNICEF lancia oggi alla comunità internazionale - Stati e donatori privati - un appello da 2,8 miliardi di dollari per venire incontro alle necessità di 43 milioni di bambini che vivono in situazioni di emergenza umanitaria in tutto il mondo.

Per la prima volta, la parte più consistente dell’appello (pari al 25% della somma complessiva) sarà destinato all'istruzione dei bambini nelle emergenze.

L’UNICEF si impegnerà quest’anno a garantire forme di scolarizzazione per 8,2 milioni di bambini che vivono in situazioni di crisi, il cui numero sta drammaticamente crescendo (erano 4,9 milioni nell'appello HAC 2015). Oltre metà di questi bambini in età scolare sono siriani

«A milioni di bambini viene negata la possibilità di andare a scuola» spiega Afshan Khan, Direttore dei Programmi di Emergenza dell'UNICEF. «L’istruzione è una misura di primaria importanza per i bambini, che garantisce loro l’opportunità di apprendere e giocare, anche tra colpi di arma da fuoco e granate. Quest’anno, un quarto del nostro appello è destinato a sostenere l’istruzione. Istruire le menti dei bambini e dei giovani significa dare loro speranza così che possano immaginare un futuro migliore per se stessi, per le loro famiglie per la società; significa aiutarli ad interrompere il ciclo di una crisi cronica.»

L’appello dell’UNICEF per il 2016 è raddoppiato, rispetto a quello di tre anni fa. Guerre e cambiamenti climatici stanno costringendo un numero sempre più grande di bambini a lasciare le proprie case, con conseguenze gravissime per la loro nutrizione ed esposizione a elevati livelli di violenza, di malattie, di abusi e di abbandono scolastico.

Circa 1 bambino su 9, nel mondo, vive in zone di conflitto

Questi bambini hanno il doppio delle probabilità di morire prima di compiere 5 anni per cause che potrebbero essere evitate, rispetto ai loro coetanei che vivono in paesi anche molto poveri ma in pace. 

I cambiamenti climatici sono una minaccia sempre più rilevante: oltre mezzo miliardo di bambini vivono in aree in cui si verificano frequenti episodi di inondazioni e circa 160 milioni vivono in zone esposte ad alto o altissimo rischio di siccità. Il rischio ambientale è ulteriormente aumentato dal fenomeno atmosferico El Nino, previsto come particolarmente intenso quest'anno.

«In questi ultimi mesi ho visto con i miei occhi bambini spinti oltre i confini della sofferenza umana in Burundi, nel Nord-est della Nigeria e nelle carovane di migranti e rifugiati in movimento attraverso l'Europa» prosegue Afshan Khan. «Nel mondo, milioni di bambini sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa di violenze e conflitti. La crisi globale dei rifugiati è anche una crisi della protezione di bambini in movimento, che corrono elevati rischi di abuso, arruolamento e tratta.»



Appello HAC 2016, le cifre del nostro impegno umanitario

L'Appello umanitario 2016 dell'UNICEF (HAC 2016) è finalizzato a finanziare interventi di assistenza per 76 milioni di bambini e donne in 63 Stati.

La parte più consistente dell’Appello, pari a 1,16 miliardi di dollari, è destinata agli aiuti per i bambini siriani rimasti nel loro paese o rifugiati in Egitto, Iraq, Giordania, Libano e Turchia.  

30,8 milioni di dollari sono stimati necessari per alleviare le sofferenze dei bambini rifugiati e migranti in Europa.

180 milioni di dollari sono previsti per lo Yemen, dove circa 10 milioni di bambini hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria nel conflitto in corso ormai da quasi un anno. 
 
Occorrono 25,5 milioni di dollari proteggere l'infanzia in Burundi, uno dei paesi più poveri del mondo, e per sostenere i civili burundesi rifugiati in Ruanda e in Tanzania per sfuggire alle violenze politiche in corso nel paese.
 
L’UNICEF chiede inoltre 188,9 milioni di dollari per rispondere ai bisogni umanitari in Nigeria, Camerun, Niger e Ciad, che includono la risposta alla crisi innescata dalle violenze delle formazioni jihadiste come Boko Haram nel Nord-est della Nigeria.
 
L’appello dell’UNICEF include poi le crisi umanitarie gravemente sottofinanziate di Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo e Sudan, che nel 2015 hanno ricevuto fondi inferiori al 40% della somma necessaria.
 
I fondi dell'Appello UNICEF saranno utilizzati non solo per la risposta umanitaria immediata, ma anche per interventi che aumentino la capacità di risposta e la resilienza delle comunità locali di fronte alle crisi future.
 
Nel corso del 2015 l'intervento umanitario dell’UNICEF ha raggiunto milioni di bambini:
  • 22,6 milioni di persone hanno ottenuto accesso all’acqua potabile in situazioni di crisi
  • 11,3 milioni di bambini sono stati vaccinati contro il morbillo
  • 2 milioni di bambini hanno ricevuto cure per le più gravi forme di malnutrizione
  • 2 milioni di bambini hanno ricevuto sostegno psicologico
  • 4 milioni di bambini che hanno potuto accedere a forme di istruzione formale e informale in condizioni di emergenza


 
 
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"Rapporto UNICEF sull'intervento umanitario 2016"

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