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Protezione dell'infanzia

Bambini soldato, 10.000 liberati nel 2015 ma continuano gli arruolamenti

Questi tre ragazzi di 17 anni sono alcuni dei 100 ex minori combattenti seguiti da UNICEF e Intersos (ONG italiana) nel centro vocazionale di Baidoa, in Somalia - ©UNICEF/UN09632/Rich
Questi tre ragazzi di 17 anni sono alcuni dei 100 ex minori combattenti seguiti da UNICEF e Intersos (ONG italiana) nel centro vocazionale di Baidoa, in Somalia - ©UNICEF/UN09632/Rich
12 febbraio 2016 - In occasione della Giornata internazionale contro l'uso dei bambini soldato, che si celebra oggi, l’UNICEF ricorda che decine di migliaia di bambini vengono reclutati e utilizzati nei conflitti in tutto il mondo.

Nel solo Sud Sudan dall'inizio del conflitto (nel dicembre 2013) 16.000 bambini sono stati reclutati e utilizzati dalle forze armate e da gruppi di tutte le parti coinvolte nel conflitto in corso.

In Yemen tutti i gruppi coinvolti nel conflitto hanno ampiamente reclutato bambini. Nella Repubblica Centrafricana tra i 6 e i 10mila bambini sono stati reclutati da gruppi armati durante la crisi.
   
Secondo il rapporto di UNICEF UK “Ending the Recruitment and the Use of Children in Armed Conflict”, i bambini vengono utilizzati in vari modi dalle forze e dai gruppi armati, come combattenti, cuochi, facchini, messaggeri, spie o sono sottoposti a sfruttamento sessuale.

In Iraq e in Siria, la proliferazione di gruppi armati e l’avanzamento militare dell'ISIS hanno reso i bambini ancora più vulnerabili al reclutamento.

Bambini di 12 anni subiscono l'addestramento militare, oltre ad essere utilizzati come informatori e guardie ai posti di blocco e in altri luoghi strategici.

In altri conflitti, gruppi armati continuano a reclutare e rapire minorenni. Avviene in Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Somalia e Sud Sudan.

 

Ex bambini soldato: dopo l'addio alle armi, la sfida è la reintegrazione

Nella Repubblica Centrafricana oltre 2.800 bambini sono stati rilasciati nel 2014, tra cui 646 ragazze. Nel maggio 2015, i leader dei gruppi armati hanno firmato un accordo per liberare tutti i bambini e per porre fine a qualsiasi nuovo reclutamento. Da allora più di 2.600 bambini sono stati rilasciati nel paese africano.

In Myanmar, dalla firma di un piano d'azione (giugno 2012) quasi 700 bambini sono stati liberati dalle forze armate.

Nel Sud Sudan, a seguito ad un accordo di pace a livello locale, il gruppo armato Cobra Faction ha rilasciato ben 1.755 minori dalle sue fila.
 
Complessivamente, nel 2015 l'UNICEF ha assicurato il rilascio di più di 10.000 minori da eserciti regolari o gruppi armati, e ha contribuito a reintegrare socialmente 8.000 di essi. 
 
«Non possiamo aspettare la pace, per aiutare i bambini intrappolati nelle guerre. Dobbiamo investire in interventi concreti per tenerli lontani dalle linee di combattimento, soprattutto attraverso l'istruzione e il sostegno economico. Dobbiamo ricordarci che sono anche queste le situazioni da cui tanti bambini e adolescenti fuggono per cercare protezione in Europa» afferma il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera
 
«Fino a quando queste gravi violazioni continueranno, la comunità internazionale non avrà onorato la sua promessa di porre fine, una volta per tutte, al reclutamento e all'impiego di bambini nei conflitti armati.» 
 
La Giornata internazionale contro l'uso dei bambini soldato si celebra nel ricordo del giorno in cui (11 febbraio 2002) entrò in vigore il Protocollo opzionale alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia specificamente dedicato al coinvolgimento dei minori nei conflitti armati.

Attualmente il Protocollo è stato ratificato da 159 Stati.