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DIRITTI DELL'INFANZIA

"IO come TU": la povertà dei bambini in Italia

 


Molto spesso associamo la povertà dei bambini e delle famiglie ai Paesi più poveri del mondo.

Ma cosa significa povertà minorile in un paese come l’Italia?

La povertà minorile in Italia è soprattutto mancanza di opportunità: povertà di inclusione e protezione sociale, povertà di istruzione e di tempi e luoghi di svago. Tuttavia, anche nel nostro paese non sono rare situazioni in cui la povertà minorile si traduce in una carenza di beni e servizi di base: cure sanitarie adeguate, condizioni abitative decenti e una sana e corretta alimentazione.

Per questo motivo l’UNICEF Italia, da sempre impegnata nella promozione di misure di contrasto alla povertà minorile, rilancia la sua campagna "IO come TU" per richiamare le istituzioni e sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema.

La riduzione delle diseguaglianze e il raggiungimento dei più vulnerabili è parte integrante del nostro impegno, le cui radici affondano nei principi di universalità, non discriminazione, indivisibilità e partecipazione che costituiscono la base della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Fattori quali l’accesso a servizi di base sanitari di qualità, l’accesso a buoni livelli di istruzione, la possibilità di poter contare su un adeguato alloggio, poter fruire di servizi culturali, vivere in un ambiente sano, sono alcuni degli strumenti per poter sconfiggere il circolo vizioso della povertà. 

In linea con le strategie di lungo periodo (Agenda Post-2015, Obiettivi di Sviluppo Sostenibile), che rinnovano e rilanciano l’approccio centrato sull'equità, l'UNICEF Italia rilancia la sua "storica" campagna "IO come TU" con un focus specifico sulla povertà minorile, in coincidenza con il lancio della nuova Report Card "Equità per i bambini", 13° numero della serie dedicata all'indagine del livello di benessere dei bambini nei paesi ricchi.

Lotta alla povertà, i concetti chiave

1. La povertà minorile è una sfida universale.

La povertà minorile riguarda gli individui, le famiglie e le economie di tutto il mondo, a prescindere dai prodotti nazionali, dal livello di sviluppo o dalla posizione geografica ed è una effettiva misura complessiva dello sviluppo.

2. Affrontare la povertà e l’ineguaglianza nell’infanzia è cruciale per garantire ai bambini pari opportunità di vita, per interrompere il ciclo inter-generazionale della povertà e per permettere una crescita inclusiva e sostenibile.

Porre fine alla povertà infantile e fornire pari opportunità permette al singolo bambino di sviluppare appieno le proprie potenzialità, di contribuire alla coesione sociale e all’economia e, se diventerà genitore, di evitare che i propri figli vivano in povertà.

3. Possiamo porre fine alla povertà minorile attraverso alcuni interventi chiave:

  • interventi di protezione sociale (inclusi sussidi in denaro) per affrontare la povertà monetaria, con ricadute positive su molte deprivazioni del bambino
  • investire per il benessere dell’infanzia, per servizi equi per affrontare tutti gli aspetti della povertà
  • sviluppo della prima infanzia
  • istruzione
  • livelli dei salari e misure di conciliazione vita-lavoro.

4. La partecipazione e il protagonismo dei bambini e dei ragazzi, lasciare che essi partecipino attivamente alla vita sociale, che possano esprimere il proprio contributo sulle questioni e le decisioni che li riguardano direttamente, sono azioni che contribuiscono a contrastare situazioni di esclusione e svantaggio sociale.

Questo perché l’ascolto dei minorenni permette l’individuazione di risposte ed interventi più efficaci, perché riguardano essi stessi.

UNICEF Report Card 13, la presentazione a Palazzo Chigi

Save the date: presentazione della UNICEF Report Card 13 su povertà minorile nei paesi ricchi - Roma, 14 aprile 2016



 
 
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"Programma del convegno "Equità per i bambini" "

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   Tags:  povertà