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Protezione dell'infanzia

Adolescenti e Internet tra rischi e opportunità, indagine globale UNICEF-IPSOS

©UNICEF/UN017589/Marcelino
©UNICEF/UN017589/Marcelino
7 giugno 2016 – Secondo un nuovo studio realizzato da UNICEF e IPSOS, 8 diciottenni su 10 credono che i giovani corrano il rischio di subire una qualche forma di abuso sessuale o di sfruttamento attraverso il web, mentre oltre metà (57%) ritengono che i loro amici siano entrati in contatto con situazioni pericolose online.

Il rapporto “Perils and Possibilities: growing up online” si basa su un sondaggio condotto su oltre 10.000 diciottenni in 25 paesi ed evidenzia le opinioni dei giovani sui rischi che essi affrontano crescendo in un mondo sempre più interconnesso.

«Smartphone e Internet hanno rivoluzionato l’accesso dei giovani all’informazione, ma il sondaggio rileva quanto attraverso il web sia reale il rischio di abusi per ragazzi e ragazze» sottolinea Cornelius Williams, Direttore associato dell'UNICEF per i programmi di protezione dell’infanzia.

«A livello globale, un utente su 3 in internet è un minorenne. L’UNICEF vuole amplificare le loro voci per aiutarli a individuare i pericoli della violenza, dello sfruttamento e dell’abuso online, e assicurare che i bambini e i giovani possano usufruire dei grandi benefici che internet e i telefoni mobili offrono».

Il rapporto mostra che la larga maggioranza degli adolescenti manifestano confidenza nelle proprie abilità di navigare in modo sicuro: circa il 90% degli intervistati ritiene di sapere evitare i pericoli online.

Circa 6 ragazzi su 10 affermano che incontrare nuove persone online sia "molto o abbastanza importante", ma solo il 36% dice che saprebbe riconoscere se una persona incontrata su Internet stia mentendo riguardo alla propria identità.

Oltre due terzi delle ragazze intervistate (67%) hanno dichiarato che sarebbero "molto preoccupate" se ricevessero commenti o richieste a sfondo sessuale su Internet, mentre questo dato scende al 47% per i coetanei maschi. 

Di fronte a minacce sul web, la maggior parte degli adolescenti si rivolge agli amici più che a genitori o insegnanti. Tuttavia, meno della metà dei ragazzi intervistati ha affermato che saprebbe aiutare un amico ad affrontare un pericolo online.

Sicurezza sul web, flash dal mondo

Dall'indagine di UNICEF e IPSOS emerge una mappa alquanto differenziata, da un continente all'altro, della conoscenza e della capacità di fronteggiare i rischi connessi alla navigazione su siti e social media.

Due terzi dei diciottenni in Africa Subsahariana, America Latina e Caraibi ritiene che i bambini e gli adolescenti possano subire abusi sessuali o essere sfruttati online, percentuale doppia rispetto al 33% dei coetanei in Medio Oriente e Nord Africa.

Due terzi degli intervistati in Africa e America Latina si dicono "molto" o "abbastanza" certi che i loro amici si espongano a rischi navigando online, affermazione condivisa invece solo dal 33% dei coetanei negli Stati Uniti o in Gran Bretagna.
 
Complessivamente, il 94% dei diciottenni inglesi o statunitensi si ritengono "molto" o "in qualche misura" in grado di evitare i pericoli online. Questa percentuale è più bassa fra i coetanei in Medio Oriente e Nord Africa: qui solo il 41% si ritiene "molto" capace di evitare pericoli, e 37% "in qualche misura".

Gli adolescenti africani attribuiscono un grande valore alla possibilità di conoscere persone online: il 79% di loro ha classificato "molto" o "abbastanza" importante questa possibilità. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, al contrario, il 63% dei giovani ritiene "poco" o "per nulla" importante incontrare nuovi amici attraverso Internet.
 
Nei paesi dell’Europa Centrale, il 63% degli intervistati dichiara che, qualora ricevesse minacce online, lo racconterebbe a un amico. Solo il 46% si confiderebbe con i genitori, e appena il 9% ne parlerebbe con un insegnante.

 

Difendersi insieme dalle minacce online, la parola ai ragazzi

Per coinvolgere i igiovanissimi nella lotta alla violenza online, l’UNICEF ha lanciato #ReplyforAll, iniziativa che rientra nella sua campagna globale contro la violenza sui minori "End Violence Against Children".

Attraverso il blog #ReplyforAll gli adolescenti sono invitati a condividere messaggi sulla sicurezza online. Il blog è uno spazio in cui essi possono esporre suggerimenti sui modi migliori per fronteggiare la violenza online, e propone loro di condividere messaggi sulla sicurezza onine con i loro amici attraverso i social media. L'iniziativa ha il sostegno di WePROTECT Global Alliance, fondazione inglese dedicata a contrastare lo sfruttamento sessuale dei minori online attraverso iniziative nazionali e globali.

L’UNICEF e WePROTECT Global Alliance chiedono ai Governi di dare vita a risposte coordinate tra i sistemi di giustizia penale, che contemperino il rispetto delle leggi e il benessere dei bambini, coinvolgendo i settori della scuola. della sanità, delle tecnologie informatiche e la società civile, alo scopo di proteggere più efficacemente i bambini e gli adolescenti dalla violenza e dallo sfruttamento sessuale online.

«Quando i giovani, i governi, le famiglie, le tecnologie e le comunità cooperano abbiamo più probabilità di trovare il modo migliore per rispondere all’abuso e allo sfruttamento sessuale e di mandare un messaggio forte per porre fine alle violenze sui bambini on line, ovunque, perché è un problema che riguarda tutti noi» conclude Cornelius Williams.


 
 
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"Rapporto "Perils and Possibilities. Growing up Online""

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