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Iraq

“Siamo venuti dal nulla, non abbiamo nulla”, migliaia in fuga da Falluja

l'impianto idrico nel campo per sfollati di Almiryat installato dall'UNICEF © UNICEF/UN021463/Mgemezulu

6 giugno 2016 - Le Nazioni Unite e le organizzazioni partner sono in corsa contro il tempo per fornire aiuti di prima necessità ai civili in fuga da combattimenti e violenze nella regione di Anbar, in particolare nella zona di Falluja.

Il 5 giugno l’UNICEF, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP), l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) hanno visitato una serie di campi istituiti per le persone che fuggono dalla guerra.

Negli ultimi 10 giorni, circa 10.000 persone sono arrivate nei campi per cercare rifugio e assistenza. Si calcola che 50.000 abitanti siano rimasti intrappolati a Falluja a causa dell’offensiva militare. Il governo dell’Iraq ha istituito alcuni campi per 60.000 civili sfollati nel governatorato di Anbar, e si prevedono ulteriori movimenti di popolazione provenienti da Falluja. Queste strutture sono già ora sovraffollate e con ridotta capacità di accoglienza

Gli abitanti di Falluja stanno vivendo in condizioni estreme, e gli operatori umanitari non hanno avuto accesso alla città da quasi un anno. I residenti devono fare i conti con la carenza di cibo, medicine e altri servizi essenziali (a cominciare dall’approvvigionamento idrico) e non hanno alcuna possibilità di lasciare la città.

La missione congiunta delle Nazioni Unite ha riscontrato che le persone vivono in tende o ripari di fortuna per proteggersi dal calore e dalla polvere. 

La maggior parte delle persone sono fuggite con soltanto i vestiti che avevano indosso e molte famiglie sono state separate in quanto i maschi adulti vengono trattenuti. 

Una donna si è avvicinata a un team delle Nazioni Unite esclamando ”Siamo fuggiti dal nulla, non abbiamo nulla”, frase che caratterizza la situazione di migliaia di persone nei campi.

Le Nazione Unite e i partner stanno conducendo una risposta rapida congiunta per fornire approvvigionamento idrico, razioni di cibo e forniture igienico sanitarie alle famiglie. Di fondamentale importanza è anche la sicurezza, dato che la linea del fronte è ad appena pochi chilometri dai campi.

L’ONU prevede un aggravamento del conflitto con un conseguente aumento della persone sfollate e fa appello a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Iraq per proteggere le famiglie e fornire alle persone colpite dalla violenza accesso libero e sicuro, lontano dal conflitto.

Negli ultimi due anni, a causa dell’escalation delle ostilità, gli sfollati in Iraq sono saliti a 3,4 milioni, oltre metà dei quali sono bambini.

In tutto il paese, più di 10 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente. UNICEF, PAM, OMS e l'OIM, insieme ad altri partner in Iraq, ribadiscono la necessità di ulteriori finanziamenti urgenti per continuare a fornire operazioni umanitarie.



 
 
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"L'intervento umanitario dell'UNICEF in Iraq (aggiornamneto al 6 giugno 2016)"

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