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Convenzione sui diritti dell'infanzia

La condizione dell'infanzia nel mondo

Celebrare i 20 anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Introduzione

Il 20 novembre 1989 è stata presa una decisione storica, quando i leader del mondo hanno adottato la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Fin dall’inizio la Convenzione è diventata il trattato sui diritti umani maggiormente ratificato nella storia. È la testimonianza dell’intesa comune tra i paesi e le comunità sul fatto che i bambini hanno il diritto di nascere e crescere sani; di essere protetti da violenza, abusi e sfruttamento; di essere rispettati per le loro opinioni e di vedere che le azioni che li riguardano vengono prese nel loro superiore interesse. Realizzare i diritti dei bambini non è fondamentale solo per il loro sviluppo e benessere, ma anche per creare il mondo immaginato dalla Dichiarazione del Millennio – un mondo di pace, uguaglianza, sicurezza, rispetto per l’ambiente e responsabilità condivisa – in breve, un mondo a misura di bambino.

Negli ultimi vent’anni si sono ottenuti molti risultati. Il numero annuo di decessi di bambini sotto i cinque anni è sceso da circa 12,5 milioni nel 1990 a meno di 9 milioni nel 2008. Tra il 1990 e il 2006, 1,6 miliardi di persone nel mondo hanno ottenuto l’accesso a fonti d’acqua “migliorate”. Circa l’84% dei bambini in età di scuola primaria frequenta la scuola e, nel mondo in via di sviluppo, le disparità di genere nelle iscrizioni alla scuola primaria si stanno riducendo. La lotta contro l’AIDS sta raccogliendo dei risultati, con una crescita costante nel numero di donne incinte sieropositive che ricevono farmaci antiretrovirali per prevenire la trasmissione madre-figlio del virus, e una crescita del numero di bambini che vengono sottoposti al test e che poi ricevono un trattamento medico completo contro l’HIV.

I progressi nella protezione e nella partecipazione dell’infanzia, anche se spesso sono meno misurabili a causa delle lacune nei dati, non sono stati meno significativi. Negli ultimi due decenni, circa 70 paesi hanno incluso i diritti dei bambini nelle legislazioni nazionali sulla base dei provvedimenti della Convenzione. Le indagini internazionali a domicilio su vasta scala hanno iniziato a fornire, dalla metà degli anni ‘90, stime regolari su diverse questioni importanti legate alla protezione, come i matrimoni precoci, la mutilazione/escissione dei genitali femminili e, recentemente, gli atteggiamenti verso la violenza domestica e la punizione dei bambini. La conoscenza e la promozione delle questioni legate alla protezione dei bambini sono cresciute notevolmente. Su due problematiche fondamentali – i bambini nei conflitti armati e la violenza contro i bambini – la nomina di rappresentanti speciali delle Nazioni Unite ha evidenziato un’attenzione maggiore e un impegno più deciso.

Manca ancora molto per completare l’agenda per i diritti dell’infanzia. Milioni di bambini rimangono ancora senza i servizi essenziali che li aiutino ad assicurare la loro sopravvivenza, a ridurre la loro vulnerabilità alle malattie e alla malnutrizione, ad avere accesso ad acqua “migliorata”, a servizi igienico-sanitari e ad ottenere un’istruzione di qualità. A molti bambini manca l’ambiente protettivo necessario a tutelarli da violenza, abusi, sfruttamento, discriminazione e abbandono. Si stima che, ogni anno, tra 500 milioni e 1,5 miliardi di bambini siano vittime di violenza. Le sue conseguenze sono dannose, dato che molti bambini vittime presentano problemi cronici di salute fisica e mentale in età adulta. Il continente africano e quello asiatico, in particolare le regioni dell’Africa subsahariana e dell’Asia meridionale, presentano le concentrazioni più grandi di privazioni assolute dei diritti dell’infanzia. Tutti i paesi e le regioni hanno il compito di contrastare le disparità, sempre più evidenti, tra i gruppi economici e sociali nell’accesso alla salute, all’istruzione e alla protezione dei bambini e nei risultati portati da questi servizi.

Entrando nel suo ventunesimo anno come trattato delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza affronta la sfida di consolidare gli indubbi risultati sui diritti dell’infanzia ottenuti in passato e, contemporaneamente, affrontare i rischi e cogliere le opportunità del presente e del futuro. La recente crisi economica mondiale espone, sempre di più, molte persone alla fame, alla malnutrizione, agli stenti e alla mancanza di opportunità. I bambini e i giovani sono i più esposti al rischio di pagare lo scotto della povertà, considerando che quasi il 45% della popolazione mondiale, attualmente, ha meno di 25 anni.

C’è un’inquietudine crescente riguardo i cambiamenti climatici e il loro impatto sulla salute, la sicurezza idrica e la produzione alimentare; almeno 18 conflitti, dal 1990, hanno riguardato la lotta per le risorse. Una competizione crescente per le risorse avrà luogo in un mondo in cui la popolazione è in forte crescita, con la possibilità di mettere a rischio l’uguaglianza nei redditi e l’accesso ai servizi fondamentali.

La realtà ci ha dimostrato che investire sui diritti dell’infanzia è sia una responsabilità che un’opportunità. È una responsabilità perché la povertà, la malnutrizione e altre forme di privazione minano le capacità dei bambini di sviluppare appieno il loro potenziale. È un’opportunità perché i risultati ottenuti attraverso una migliore nutrizione, assistenza sanitaria di base, istruzione e protezione, probabilmente, in seguito, saranno ancora più grandi e duraturi in quasi ogni altra area di sviluppo.

Un’ampia collaborazione è fondamentale per il rispetto dei principi e dei diritti che la Convenzione prescrive. Le partnership, a livello nazionale e internazionale, negli ultimi anni si sono ampliate offrendo la promessa di progressi accelerati sui diritti dell’infanzia e verso gli obiettivi di sviluppo.

La partecipazione dei bambini li rafforza nel loro sviluppo e nella loro protezione. Iniziative come la Sessione speciale delle Nazioni Unite sull’Infanzia del 2002, i meeting annuali del Junior 8 che si svolgono contemporaneamente ai vertici del G8 e i numerosi programmi delle città amiche dei bambini stanno mostrando i benefici portati dal rispetto e dall’incoraggiamento delle opinioni e della partecipazione dei bambini.

Dando potere alle donne ed eliminando la discriminazione di genere si determina un doppio vantaggio – realizzare i diritti delle donne e aiutare a salvare e migliorare le vite dei bambini. Ci sono prove evidenti che dimostrano che quando le donne vengono istruite e quando viene dato loro il potere di partecipare alle decisioni che si prendono in famiglia, nelle sfera lavorativa e in politica – al sicuro da violenza, sfruttamento e discriminazione – i bambini e le famiglie ne traggono beneficio.

La sfida per i prossimi vent’anni è quella di fare tesoro dei progressi ottenuti, lavorando insieme per raggiungere quei bambini che ancora vedono negati i loro diritti alla sopravvivenza, allo sviluppo, alla protezione e alla partecipazione. La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza rimane valida come standard universale per costruire un mondo migliore, un mondo nel quale il superiore interesse del bambino sia la principale preoccupazione di tutti.

Ann M. Veneman
Direttore Generale, UNICEF



 
 
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