[/diritti/documenti/dettaglio.htm]
AREA

DIRITTI DELL'INFANZIA

I sogni spezzati dei bambini che migrano dall'America Latina agli USA

22 agosto 2016 – Secondo il nuovo rapporto dell'UNICEF "Broken Dreams. Central American children's dangerous journey to the United States" (Sogni spezzati. Il pericoloso viaggio dei bambini dall'America Centrale agli Stati Uniti) ogni mese migliaia di bambini e adolescenti in fuga dalla brutalità delle gang e da una povertà soffocante rischiano di essere rapiti, stuprati o uccisi nel rischioso tragitto dai paesi latino-americani agli USA.

Se nei primi 6 mesi del 2014 i bambini non accompagnati da adulti fermati alla frontiera degli Stati Uniti erano stati 44.500, e nello stesso periodo del 2015 il loro numero era sceso a 18.500, nel primo semestre di quest'anno la cifra è salita nuovamente a quasi 26.000 unità.

Ad essi si aggiungono circa 16.000 minori bloccati in Messico, provenienti da El Salvador, Guatemala e Honduras.

Secondo i dati, i bambini non accompagnati che non hanno un rappresentante legale nelle udienze presso il Tribunale dell’immigrazione degli Stati Uniti – circa il 40% - hanno maggiori probabilità di essere rimpatriati rispetto a quelli rappresentati. Secondo la casistica più recente, il 40% dei bambini privi di rappresentanza legale ha subito rimpatrio, rispetto al 3% dei bambini rappresentati.

I minori non accompagnati fermati negli Stati Uniti hanno diritto ad essere ascoltati da un Tribunale per l’immigrazione, ma non hanno diritto a un avvocato nominato dal Tribunale. 

Questi bambini, che fuggono da paesi come El Salvador, Guatemala o Honduras - che hanno tassi di violenza fra i più alti al mondo (El Salvador, con 103 omicidi ogni 100.000 abitanti, detiene il triste primato mondiale) – hanno bisogno di aiuto in tutte le fasi del loro viaggio: quando lasciano il paese di origine, quando attraversano il Messico e quando arrivano negli Stati Uniti.

«È straziante pensare a questi ragazzi - per la maggior parte adolescenti, ma alcuni dei quali ancora bambini - che devono affrontare un viaggio estenuante ed estremamente pericoloso in cerca di sicurezza e di una vita migliore» commenta Justin Forsyth, Vicedirettore dell'UNICEF. «Questo flusso di giovani rifugiati e migranti sottolinea l'importanza di affrontare la questione della violenza e delle condizioni socio-economiche nei loro paesi di origine.» 

Nei primi sei mesi del 2016, oltre ai 26.000 minori non accompagnati, sono state arrestate al confine tra Messico e Stati Unite anche 29.700 persone che viaggiavano come nuclei familiari, per lo più madri con bambini piccoli. Altre migliaia non sono mai arrivate al confine, perché arrestate, rapite, assassinate o morte di stenti lungo il tragitto. 

I bambini che viaggiano con un genitore rischiano addirittura una espulsione immediata o vari mesi di detenzione.
   
L'UNICEF ricorda che la detenzione dei bambini rifugiati e migranti dovrebbe sempre essere evitata, e che qualsiasi detenzione dovrebbe essere utilizzata solamente come ultima risorsa e per il minor tempo possibile.

I bambini dovrebbero avere pieno accesso alle cure sanitarie e ad altri servizi di base, e dovrebbero poter rimanere con le loro famiglie ovunque ciò sia possibile. 

Insieme alle organizzazioni partner, l'UNICEF lavora per affrontare le cause alla radice delle migrazioni, cooperando con i governi per migliorare le condizioni di vita dell'infanzia e affrontare la piaga della violenza, comune o criminale, nei paesi di origine. 

L'UNICEF opera inoltre per rafforzare i servizi che riducono la vulnerabilità dei bambini rispetto alla violenza, con una forte attenzione all'istruzione e alla salute.

«Dobbiamo ricordare che i bambini, indipendentemente dal loro status, sono prima di tutto bambini. Abbiamo il dovere di tenerli al sicuro, in un ambiente sano e protetto» conlude Forsyth.


 
 
Scarica

"Rapporto UNICEF "Broken Dreams. Central-American children's dangerous journey to the United States" "

scarica pdf (4224 kb)