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Acqua e igiene dopo la fuga dell'ISIS nei villaggi attorno a Mosul (Iraq)

Un camion dell'UNICEF scarica grandi quantitativi di acqua potabile a Al Houd, villaggio nei pressi di Mosul (Iraq) - ©UNICEF/UN036545/
Un camion dell'UNICEF scarica grandi quantitativi di acqua potabile a Al Houd, villaggio nei pressi di Mosul (Iraq) - ©UNICEF/UN036545/Behn
21 ottobre 2016 – L'UNICEF è riuscito a raggiungere Al Houd, una città appena a sud di Mosul che era stata riconquistata dalle forze di sicurezza irachene appena due giorni prima, e a distribuire acqua potabile a migliaia di famiglie.

«Questo significa che per una settimana, abbiamo potuto aiutare 3.000 bambini e le loro famiglie, vittime del terribile conflitto che ha coinvolto gran parte dell’Iraq» commenta Peter Hawkins, Rappresentante UNICEF in Iraq. «Questo potrebbe sembrare un piccolo risultato, ma così facendo abbiamo dato una settimana di respiro a bambini e famiglie che hanno già sofferto moltissimo.»

Persone come Zainab, fuggita da Al Houd con le sue 4 figlie due giorni prima che entrassero le forze di sicurezza irachene. Lei e la sua famiglia hanno vissuto sotto il tallone dell'autoproclamato Stato Islamico (Daesh) per oltre due anni. 

Per lei, disporre di acqua potabile e servizi igienici può fare la differenza tra vivere in un campo per sfollati oppure tornare al suo villaggio. 

«Io voglio andare a casa, dalla mia famiglia. Voglio che i miei bambini vadano nuovamente a scuola, e che abbiano dei vestiti da indossare» ci racconta Zainab. 

Quando l'ISIS ha conquistato il villaggio si è impadronito anche dell'abitazione di Zainab, utilizzata come ufficio. Per due anni lei e i suoi figli hanno vissuto presso parenti, ma Zainab non si è mai sentita al sicuro

«Eravamo spaventati, affamati e bisognosi di tutto, sempre. Io ero terrorizzata per le mie figlie. temevo che potessero prenderle, come hanno fatto in altri villaggi» aggiunge la donna, abbracciando con senso di protezione le sue figlie. 

«Ho anche un figlio maschio, ha solo 6 anni e per questo non è stato preso. Ma i ragazzi più grandi sono stati reclutati o addestrati per essere informatori dei combattenti». 

In risposta alla crisi umanitaria in corso a Mosul, l’UNICEF sta fornendo acqua e servizi igienici di emergenza, mentre i team per le vaccinazioni e il sostegno psicologico sono pronti a raggiungere tutti i bambini che hanno maggiore bisogno di aiuto. 

Stiamo inoltre allestendo speciali aree protette ("Spazi a misura di bambino") nei campi in via di costruzione per accogliere gli sfollati da Mosul, previsti numerosissimi nelle prossime settimane.

«Molti di questi bambini sono in uno stato di shock. Ciò di cui hanno più bisogno ora è un luogo sicuro in cui giocare, imparare e tornare a sognare» spiega ancora Peter Hawkins, 

Nelle ultime settimane molti bambini e adulti di Al Houd si sono ammalati dopo essersi ridotti a bere acqua non potabile, direttamente dal fiume che attraversa la cittadina.

Nonostante le pessime condizioni delle strade, le tempeste di polvere e la pericolosa prossimità alla linea del fronte, l’UNICEF e il l'organizzazione non governativa partner WEO (Women Empowerment Organization) hanno distribuito bottiglie di acqua sufficienti per il fabbisogno di 1.500 famiglie per una settimana, e kit per l'igiene contenenti sapone, detersivi e secchi.

L’UNICEF verificherà ora le necessità più impellenti delle famiglie con bambini di Al Houd e metterà a punto una soluzione di più lungo termine.  

Continueremo a distribuire ogni giorno acqua potabile, a installare docce e latrine ovunque sarà possibile, utilizzando le scorte di aiuti umanitari predisposte nelle ultime settimane.