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Bambini sperduti

Vertice di Malta sull'immigrazione, UNICEF: scelte da cui dipenderà la vita di molti bambini

Bambini e adulti sul ponte di una nave della Guardia Costiera dopo un salvataggio nel Mediterraneo (gennaio 2017) - ©INTERSOS/UNICEF
Bambini e adulti sul ponte di una nave della Guardia Costiera dopo un salvataggio nel Mediterraneo (gennaio 2017) - ©INTERSOS/UNICEF
3 febbraio 2017 – In considerazione del numero eccezionale di vittime fra i migranti e rifugiati nel mare Mediterraneo negli ultimi tre mesi, l’UNICEF lancia un appello urgente ai leader degli Stati membri dell’Unione Europea che si incontrano oggi a Malta per il Vertice informale europeo sull'immigrazione.

Dall'inizio di novembre 2016 a oggi sono annegati 1.354 migranti e rifugiati, fra cui si stima circa 190 bambini [la cifra reale non potrà mai essere conosciuta]. La maggior parte di queste morti si è verificata lungo la pericolosa rotta del Mediterraneo centrale, dalla Libia verso l’Italia, dove si sono registrate 1.191 annegamenti. 

Questo numero è di circa 13 volte maggiore rispetto a quello registrato lungo questa rotta durante lo stesso periodo del 2015-2016. 

Con l’Europa tuttora nella morsa dell’inverno, questa e altre rotte - come quella che parte dall'Egitto - potrebbero rivelarsi ancora più letali nelle prossime settimane.

«Il numero sempre più alto di bambini morti o dispersi in mare evidenzia il grande pericolo rappresentato dal viaggio dal Nord Africa all'Italia, e la pressante necessità per i Governi di entrambe le sponde del Mediterraneo di fare di più per salvarli» dichiara Justin Forsyth, vice-direttore dell’UNICEF. 

«Le decisioni che verranno prese al vertice di oggi potrebbero letteralmente fare la differenza fra la vita e la morte per migliaia di bambini che transitano o che sono bloccati in Libia. Hanno bisogno di un’azione immediata, adesso

L’UNICEF invita l’Unione Europea e i suoi Stati membri a impegnarsi nelle seguenti azioni per proteggere i bambini costretti a migrare:
  • Prevenire lo sfruttamento e la tratta di minori
  • Rispettare pienamente il principio di non respingimento (non refoulement), poiché rimandare bambini e adolescenti verso il pericolo da cui fuggono, o far ritornare le imbarcazioni in Libia senza un piano adeguato per proteggerli, aggiungerebbe solo altre difficoltà a quelle che già essi affrontano
  • Impegnare risorse per rafforzare i programmi di protezione dell’infanzia in Libia
  • investire in centri di accoglienza in Libia. Tali strutture dovrebbero garantire accesso all'istruzione e servizi sanitari, e non dovrebbero mai essere utilizzate per detenere bambini sulla base del loro status di migranti
  • Investire in programmi di reinsediamento e di ricongiungimento familiare, in modo che i rifugiati e i migranti disperati non debbano rivolgersi ai trafficanti e rischiare così la propria vita

 

Proseguono i salvataggi in mare, a bordo operatori UNICEF e INTERSOS

L’UNICEF sta operando lungo le rotte migratorie, ed anche in Libia, fornendo ai bambini e alle famiglie rifugiate e migranti interventi di protezione, sanitari, igienici, acqua e istruzione.

Nella notte di mercoledì operatori di UNICEF e della Ong partner INTERSOS hanno preso parte a bordo della nave "Diciotti" della Guardia Costiera italiana al salvataggio di 754 persone nelle acque del Mediterraneo Centrale, fra cui 148 minorenni non accompagnati. 

Negli ultimi giorni le imbarcazioni della Guardia Costiera italiana hanno salvato in totale 285 bambini, con il supporto a bordo dei team UNICEF-INTERSOS.