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Tregua violata, guerra a singhiozzo: un milione di bambini a rischio in Ucraina orientale

© UNICEF/UN053112/Zmey

17 febbraio 2017 - Mentre il conflitto nell'Ucraina orientale entra nel suo quarto anno, un milione di bambini hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria: circa il doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Questo aumento – 420.000 bambini e adolescenti in più – è dovuto alla continuazione delle ostilità e al continuo deterioramento delle condizioni di vita nell'Ucraina orientale, dove sono saliti a 1,7 milioni gli sfollati interni e molte famiglie hanno perduto il lavoro, i sussidi sociali e l'accesso al sistema sanitario, mentre il prezzo della vita è vertiginosamente cresciuto. 

«Questa è un’emergenza invisibile, una crisi che il mondo ha in larga parte dimenticato» commenta Giovanna Barberis, Rappresentante dell’UNICEF in Ucraina.

«I bambini nell'est del paese vivono da tre anni sotto la minaccia costante di combattimenti e bombardamenti improvvisi. Le loro scuole sono state distrutte, sono stati costretti a lasciare le proprie case e sono privi dell'accesso a beni primari come il riscaldamento o l'acqua corrente.»

Ogni giorno, centinaia di violazioni della tregua mettono a rischio la sicurezza e il benessere psicologico dei bambini.

La situazione è particolarmente grave per i circa 200.000 bambini e ragazzi che vivono nella fascia di 15 chilometri a ridosso di entrambi i lati della "linea di contatto" che divide l’area sotto il controllo del governo di Kiev da quella controllata dalle forze ribelli, dove i combattimenti sono particolarmente violenti.

In questa zona 19.000 bambini affrontano il costante pericolo delle mine e degli ordigni inesplosi, mentre 12.000 bambini vivono in località che subiscono bombardamenti, in media, almeno una volta al mese. Qui migliaia di bambini sono periodicamente costretti ad andare in rifugi anti aerei improvvisati.

Insegnanti, psicologi e genitori hanno riferito di avere riscontrato nei bambini sintomi di gravi traumi psicologici, tra cui incubi, aggressioni, isolamento sociale e attacchi di panico causati dalle esplosioni. 

Più di 740 scuole – una su cinque, nella regione - sono state danneggiate o distrutte.

L’UNICEF ancora una volta chiede alle parti in conflitto di rispettare da subito il cessate-il-fuoco sottoscritto a Minsk nell’agosto 2015 e di rispettare il diritto internazionale umanitario, che comprende un accesso umanitario senza restrizioni.

«Dopo tre terribili anni, i bambini dell'Ucraina orientale hanno urgente bisogno di una pace duratura, e che queste inutili sofferenze abbiano una fine»  ribadisce Giovanna Barberis.

L’UNICEF ha lanciato un appello da 31,3 milioni di dollari per garantire interventi umanitari in ambito sanitario, nutrizionale, educativo, idrico e igienico e di protezione per i bambini e le famiglie colpite dal conflitto.

Ad oggi, solo il 10% dell’appello è stato finanziato

Nel 2016, l’UNICEF ha:

  1. offerto supporto psicologico a 207.000 bambini, genitori e tutori
  2. raggiunto 500.000 bambini e le loro famiglie con campagne di prevenzione dei rischi da mine e ordigni inesplosi
  3. distribuito coperte a 10.000 bambini che vivono nelle comunità lungo la ‘linea di contatto’
  4. raggiunto 2,5 milioni di persone con forniture di acqua potabile e  servizi igienici
  5. riparato 50 scuole e fornito materiali scolastici per 150.000 bambini;
  6. garantito la nascita in condizioni di sicurezza di circa 29.000 neonati grazie ai kit ostetrici distribuiti