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Bambini in pericolo

Appello dell'UNICEF all'Ungheria: no a norme su incarcerazione dei minori migranti

Militari ungheresi al confine con la Serbia - ©UNICEF/UNI197322/Smithies
Militari ungheresi al confine con la Serbia - ©UNICEF/UNI197322/Smithies
9 marzo 2017 – L’UNICEF è allarmato per l’adozione in Ungheria di una nuova legge che prevede la detenzione obbligatoria di bambini rifugiati e migranti maggiori di 14 anni. 

Chiediamo al Presidente ungherese János Áder di trattare tutti i minorenni in primo luogo come bambini, prima di firmare questa nuova legge.

Incarcerare bambini rifugiati e migranti, che fuggono da violenze e persecuzioni e che cercano una vita migliore, è fonte di traumi. Di fatto, in questo modo si criminalizzano i minorenni e li si priva dei loro diritti fondamentali, come quello all'istruzione. 

L’impatto che questo avrà su ogni bambino, a prescindere dall'età, potrebbe avere conseguenze per la loro intera esistenza.

Confidiamo che l’Ungheria voglia rimanere fedele all'impegno preso con la ratifica della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e con la sua adesione all'Unione Europea e alle normative internazionali in materia di diritti umani. 

L’UNICEF è pronto a fornire sostegno e collaborazione al governo ungherese in questo impegno.
 
 
(Dichiarazione di Afshan Khan, Direttore UNICEF per Europa e Comunità Stati Indipendenti e Coordinatrice speciale per la crisi dei minori migranti e rifugiati in Europa)