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Nutrizione

Carestia e guerra, corsa contro il tempo per salvare i bambini in 4 paesi

Tirig (6 anni) e la sorellina Saua vanno alla ricerca di acqua. La siccità ha ucciso il gregge su cui si basava il sostentamento della loro famiglia. Foto scattata alcuni giorni fa a Barao (Somalia) - ©UNICEF/UN057354/Holt
Tirig (6 anni) e la sorellina Saua vanno alla ricerca di acqua. La siccità ha ucciso il gregge su cui si basava il sostentamento della loro famiglia. Foto scattata alcuni giorni fa a Barao (Somalia) - ©UNICEF/UN057354/Holt
28 marzo 2017 – A oltre un mese dalla dichiarazione dello stato di carestia nel Sud Sudan, il tempo sta per finire per più di un milione di bambini, mentre siccità e guerre stanno sconvolgendo la vite dei bambini in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen

In questi quattro Stati sono circa 22 milioni i bambini che soffrono fame, malattie, sfollamento e esclusione dal sistema scolastico. In particolare, si stima che 1,4 milioni di bambini siano esposti al rischio concreto di morte per malnutrizione grave nel corso del 2017.

«I bambini non possono aspettare che venga dichiarata un’altra carestia, prima che si agisca» sottolinea Manuel Fontaine, direttore per i programmi di emergenza dell'UNICEF. «Abbiamo imparato dall'esperienza della Somalia nel 2011 che quando viene dichiarato lo stato di carestia, un gran numero di bambini è già morto. Non possiamo lasciare che accada di nuovo.»
 
 

L'azione dell'UNICEF

L’UNICEF sta cooperando con le organizzazioni partner in questi 4 Stati per contrastare gli effetti della carestia e prevenirne la diffusione.

Nel Nord-est della Nigeria prevediamo di fornire assistenza medica di base a 3,9 milioni di abitanti, curare 220.000 bambini (0-5 anni) dalla malnutrizione grave e assicurare l'accesso all'acqua potabile a oltre un milione di persone.
 
In Somalia, stiamo già assistendo circa 1,7 milioni di bambini sotto i 5 anni. Fra loro, vi sono 277.000 bambini affetti da malnutrizione acuta grave che beneficiano di terapia alimentare grazie a team mobili e a strutture fisse.
 
Nel Sud Sudan, stiamo garantendo aiuti di emergenza a 128.000 abitanti nelle aree più minacciate dalla carestia: fra loro sono quasi  30.000 i bambini sotto i cinque anni.

Nello Yemen, l’UNICEF ha espanso i suoi interventi di lotta alla malnutrizione attraverso strutture sanitarie, team mobili, operatori sanitari di comunità e volontari nelle aree più difficili da raggiungere e fra le famiglie sfollate. Stiamo inoltre curando i bambini colpiti da malnutrizione acuta grave e fornendo alle loro famiglie sussidi in denaro, acqua e kit per l'igiene.  

La guerra è tra le principali cause di questa crisi. Continuiamo a chiedere in questi paesi un accesso incondizionato ai bambini che hanno bisogno del nostro aiuto e la cessazione delle violazioni dei diritti dei bambini nei paesi colpiti.

«Mentre violenza, fame e sete costringono migliaia di famiglie a spostarsi all'interno e al di fuori dei confini nazionali, i tassi di malnutrizione continuano ad aumentare non soltanto in questi quattro Stati, ma nell'intero bacino del lago Ciad e del Corno d’Africa» ribadisce Manuel Fontaine. «Se le agenzie umanitarie non avranno la libertà di movimento e le risorse economiche di cui hanno bisogno per raggiungere i più vulnerabili, si perderanno molte altre vite umane.»  
 
 

Un appello da 255 milioni di dollari

L’UNICEF ha lanciato un appello umanitario di emergenza da 255 milioni di dollari per fornire a questi bambini cibo, acqua, salute, istruzione e servizi di protezione per i prossimi mesi. 
 
La maggior parte di questa somma – oltre 81 milioni di dollari – finanzierà interventi di lotta alla malnutrizione, in particolare per lo screening dei casi urgenti e per la fornitura di alimenti terapeutici.

Altri 53 milioni di dollari serviranno per potenziare i servizi sanitari, a cominciare dalle vaccinazioni, mentre oltre 47 milioni di dollari andranno a finanziare interventi per garantire acqua potabile e servizi igienici per la prevenzione di malattie diarroiche, potenzialmente letali per i più piccoli. 

I fondi restanti contribuiranno a fornire servizi scolastici ai bambini sfollati e colpiti dal conflitto, e sussidi monetari alle alle famiglie più vulnerabili.

Le risorse richieste nei prossimi mesi rientrano in un più ampio appello umanitario da 712 milioni di dollari per l’intero 2017, con un aumento del 50% rispetto alle richieste di finanziamento nello stesso periodo dell’anno passato per questi quattro Stati

«Vogliamo ringraziare il Ministro degli Esteri Angelino Alfano per avere disposto, tramite la Cooperazione Italiana, un pacchetto di aiuti umanitari - i cui interventi verranno affidati a UNICEF, WFP e Comitato della Croce Rossa Internazionale - in risposta alla gravissima crisi alimentare che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di milioni di persone in Yemen, Sud Sudan, Nigeria e Somalia» ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera.