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Lake (UNICEF) sul presunto attacco con armi chimiche a Idlib

Il corpo di una bambina vittima dell'attacco a Khan Shaikhun, nei pressi di Idlib - ©Ammar Abdullah/Reuters
Il corpo di una bambina vittima dell'attacco a Khan Shaikhun, nei pressi di Idlib - ©Ammar Abdullah/Reuters
5 aprile 2017 –  Le immagini di bambini che soffocano e muoiono nelle strade di Idlib (Siria) a causa di un attacco con presunte armi chimiche è terribile e ci spezza il cuore. Tutti i nostri pensieri e le nostre preghiere sono per le vittime e le loro famiglie.

Se confermati, questi attacchi devono spingerci a fare di più che dimostrare la nostra indignazione. Devono costringere tutti coloro che ne hanno il potere e la capacità a porre fine a queste terribili violenze e a intraprendere azioni concrete.

Il presunto utilizzo di armi così brutali non deve distogliere l’attenzione dalle violenze che si verificano ovunque in Siria, come ad Aleppo, a Damasco o a Hama, né devono distrarci dalle sofferenze che ogni giorno si consumano e che coinvolgono oltre 280.000 bambini intrappolati in località sotto assedio, tagliati fuori dall'assistenza umanitaria. 

I bambini della Siria hanno già sofferto troppo, e per troppo tempo.
 
(Dichiarazione di Anthony Lake, Direttore dell'UNICEF)