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Salute

Vaccinazioni anti-morbillo per 30.000 bambini sfollati a Baidoa (Somalia)

Un momento della campagna di vaccinazione a Baidoa: il ministro della Sanità della regione sud-occidentale della Somalia, Isak Alì Subak, somministra una dose di vitamina A - ©UNICEF Somalia/2017
Un momento della campagna di vaccinazione a Baidoa: il ministro della Sanità della regione sud-occidentale della Somalia, Isak Alì Subak, somministra una dose di vitamina A - ©UNICEF Somalia/2017
25 aprile 2017 – Partita a Baidoa, città nel sud-ovest della Somalia, una campagna straordinaria di vaccinazione contro il morbillo per 30.000 bambini, molti dei quali sfollati con le loro famiglie a causa della gravissima siccità che ha colpito la regione. 

Molti di questi bambini non erano mai stati vaccinati prima in quanto vivevano in aree remote, inaccessibili agli operatori sanitari a causa del conflitto che da anni devasta questo sfortunato paese del Corno d'Africa.

Dall'inizio dell'anno sono stati segnalati in Somalia circa 5.700 sospetti casi di morbillo, più del totale dei casi registrati nel 2016. 

Il morbillo è un'infezione respiratoria di origine virale, che si diffonde per via aerea e per contatto con saliva o altre secrezioni infette. Di natura estremamente contagiosa, prospera in condizioni di sovraffollamento e scarse condizioni igieniche e sanitarie, quali i campi per sfollati sorti spontaneamente a Baidoa e nell'area circostante.

Nei mesi scorsi oltre 100.000 persone sono affluite a Baidoa in cerca di assistenza, 70.000 nel solo mese di marzo.

«Tra le malattie prevenibili con un vaccino, nessuna è più pericolosa del morbillo» afferma Steven Lauwerier, Rappresentante dell'UNICEF in Somalia. «Sappiamo bene dall'esperienza della carestia del 2011 che morbillo, malnutrizione e sfollamento rappresentano una combinazione particolarmente letale per i bambini.»

Mamme con bambini in fila per effettuare la vaccinazione anti-morbillo in un campo per sfollati a Baidoa (Somalia) - ©UNICEF Somalia/2017
Mamme con bambini in fila per effettuare la vaccinazione anti-morbillo in un campo per sfollati a Baidoa (Somalia) - ©UNICEF Somalia/2017

 

La minaccia della carestia incombe ancora una volta sulla Somalia. 

Oltre metà della popolazione vive in condizioni di estrema insicurezza alimentare; le malattie infettive e legate all'acqua come il colera e il morbillo si stanno espandendo, e si stima che nel corso del 2017 fino a un milione di bambini soffriranno di malnutrizione acuta - con un quinto dei casi che sopravviverà solamente se soccorso da apposite terapie nutrizionali di emergenza.

«L'unico modo per evitare di contrarre e di morire per morbillo è di assicurasi che tutti I bambini ricevano il vaccino»  sottolinea Lauwerier. «Un bambino che soffre di malnutrizione acuta grave ha 9 volte più probabilità di morire per una malattia come il morbillo rispetto a un coetaneo ben alimentato. Non c'è un minuto da perdere.» 

La campagna di vaccinazioni avviata a Baidoa fa parte di un più vasto impegno dell'UNICEF volto a proteggere da malattie mortali contagiose, entro la fine di maggio, circa 110.000 bambini sotto i 5 anni sfollati nella Somalia centrale e meridionale, e altri 250.000 bambini nella regione del Somaliland

La campagna è organizzata in collaborazione con il Ministero soale della Salute, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e a diverse Organizzazioni non governative:  tra gli interventi è compresa anche la distribuzione di dosi supplementari di vitamina A per sostenere il sistema immunitario e di farmaci antielmintici (vermifughi) contro la parassitosi intestinale infantile.