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Yemen, corsa contro il tempo per salvare milioni di vite

Un bambino ricoverato con prognosi di malnutrizione grave acuta nell'ospedale
Un bambino ricoverato con prognosi di malnutrizione grave acuta nell'ospedale "Al Thawra" della città di al-Hudayda (Yemen) - ©UNICEF/UN057343/Al-Karim
25 aprile 2017 – Il protrarsi delle ostilità nello Yemen sta innescando una delle più gravi crisi alimentari al mondo: sono quasi 7 milioni gli abitanti che ogni giorno vivono senza sapere come troveranno il loro pasto successivo, e che hanno un disperato bisogno di assistenza. 

Quasi 2,2 milioni di bambini sono malnutriti, inclusi 500.000 in stato di malnutrizione acuta e a rischio imminente di morte qualora non ricevessero con urgenza specifiche terapie nutrizionali.

«Milioni di bambini dello Yemen sono in uno stato di malnutrizione acuta, e molti di loro stanno già morendo a causa di malattie che sarebbero completamente prevenibili» avverte Geert Cappelaere, direttore UNICEF per Medio Oriente e Nord Africa. «Senza un'azione incisiva delle parti in conflitto e della comunità internazionale, lo Yemen rischia seriamente di sprofondare nella vera e propria carestia, che getterebbe sull'orlo del baratro ancora più bambini. Questa è una corsa contro il tempo.»

«Quando un paese entra nello stato di carestia, vuol dire che molte vite sono già andate perdute. Non dovremmo mai raggiungere una situazione in cui si vedano in televisione bambini che muoiono di fame e madri in lutto che si disperano» aggiunge Muhannad Hadi, direttore World Food Programme (WFP) per Medio Oriente, Nord Africa, Asia Centrale ed Europa dell’Est. «Se agiamo immediatamente, molte vite potrebbero essere salvate nello Yemen. Facciamo appello alla comunità internazionale affinché ci fornisca urgentemente i fondi necessari per evitare che la carestia investa tutto lo Yemen.»

La dilagante violenza e l’insicurezza alimentare hanno un impatto devastante sui redditi delle famiglie, che sono costrette a mettere in atto strategie estreme per sopravvivere, fra cui anche indurre le figlie a matrimoni precoci o lasciare che i ragazzi si arruolino nelle milizie, pur di avere di che nutrirsi.

Nei primi tre mesi del 2017, arruolamenti e impiego dei minori nel conflitto sono triplicati rispetto all'ultimo trimestre del 2016. 

I combattimenti hanno reso ampie zone del paese inaccessibili agli operatori umanitari, privando bambini e famiglie degli aiuti di cui hanno un urgente bisogno. Nonostante questi e altri ostacoli, nel mese di febbraio l'UNICEF e il WFP hanno ottenuto alcuni importanti risultati:
  • 132.000 bambini tra 0 e 5 anni sono stati sottoposti dall'UNICEF a monitoraggio nutrizionale, e più di 5.000 di loro hanno beneficiato di terapie alimentari
  • a circa 5 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni sono state somministrate dosi supplementari di vitamina A nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-polio promossa dall’UNICEF
  • Il World Food Programme (WFP) ha fornito assistenza alimentare a ben 5,3 milioni di abitanti in 17 governatorati. 
All'inizio di aprile il WFP ha annunciato l'intensificazione delle sue operazioni di emergenza nello Yemen, per portare a 9 milioni di abitanti la sua assistenza alimentare. L'agenzia prevede anche di espandere il proprio sostegno per prevenire o curare la malnutrizione acuta in 2,9 milioni di bambini tra 0 e 5 anni e nelle madri in stato di gravidanza o che allattano, incluse quelle provenienti da famiglie già assistite con buoni alimentari o altre forme di sussidio.

I bisogni della popolazione yemenita sono cresciuti ben più rapidamente rispetto alle risorse disponibili.

Per raggiungere l'obiettivo di cui sopra, il WFP ha urgente bisogno di 1,2 miliardi di dollari per i prossimi 12 mesi. A sua volta, l'UNICEF ha lanciato un appello da 236 milioni di dollari per fornire assistenza di prima necessità all'infanzia di qui alla fine dell'anno. Ad oggi, tali appelli sono stati finanziati dai donatori internazionali per meno del 20% del totale. 
 
A nome dei bambini e delle famiglie vulnerabili, UNICEF e WFP chiedono una soluzione politica immediata che ponga fine alla guerra in Yemen. 

Ciò garantirebbe la sicurezza per milioni di famiglie disperate e permetterebbe un aumento massiccio dell’assistenza alimentare, del sostegno nutrizionale e degli altri aiuti umanitari. 

Fino a quando non ci sarà una tregua, e soprattutto fin quando il conflitto continuerà ad intensificarsi, le due agenzie continueranno a fare appello a tutte le parti in lotta e a coloro che hanno influenza su di esse, affinché venga consentito il pieno accesso umanitario ai civili in difficoltà, e affinché ci si astenga da qualsiasi impedimento alla distribuzione dei rifornimenti  umanitari.