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Progetto "Territorio Palestinese Occupato - Ritorno alla normalità" - 2006

 

Risultati conseguiti (2006)

Il 2006 è stato uno dei peggiori anni in assoluto per l'infanzia nel Territorio Palestinese Occupato, con un crescere progressivo di violenze non solo nel conflitto con Israele ma anche tra le stesse fazioni palestinesi legate a Fatah e Hamas.
 
Il blocco finanziario internazionale imposto all'Autorità palestinese dopo la vittoria di Hamas alle elezioni del febbraio 2006 e la diminuzione dei fondi da parte dei paesi donatori hanno inoltre contribuito al collasso delle istituzioni e dei sistemi per la protezione dell'infanzia, in un contesto di povertà estrema che ha portato i territori sull'orlo del disastro.

I primi mesi del 2007 non hanno registrato un mutamento di tendenza, bensì un peggioramento della complessiva situazione umanitaria, soprattutto nella Striscia di Gaza.
 
Il perdurare delle violenze, le restrizioni alla libertà di movimento e la generale mancanza di prospettive per il futuro producono effetti devastanti sul benessere psicologico dei bambini, incidendo gravemente sulla loro capacità di concentrazione e di apprendimento.
 
Per rispondere alla grave crisi umanitaria in atto, il progetto "Ritorno alla normalità nel Territorio Palestinese Occupato" ha assunto un maggiore connotato di risposta all'emergenza, pur mantenendo gli obiettivi di fondo diretti al superamento dei traumi emotivi subiti dai bambini a causa delle violenze e della guerra.

Grazie all'aiuto dei donatori italiani, l'UNICEF Italia ha potuto inviare, tra la fine del 2005 e il febbraio 2007, un totale di 477.354 euro a sostegno degli interventi sul campo dell'UNICEF, consentendo - tra l'inizio del 2006 e i primi 3 mesi del 2007 - una serie di attività di assistenza psico-sociale, per l'istruzione e di formazione, di cui hanno beneficiato oltre 158.147 bambini, 38.000 tra genitori e assistenti sociali, 200 tra maestri e sovrintendenti scolastici.
 
Tali interventi sono stati realizzati soprattutto grazie a 12 team di psicologi - 7 dei quali operativi in Cisgiordania e 5 nella Striscia di Gaza - creati, sostenuti ed equipaggiati dall'UNICEF.

 

Principali interventi e risultati conseguiti dal progetto nel 2006

 
Gaza: un bambino scavalca di corsa una strada allagata dai liquami
Gaza: un bambino scavalca di corsa una strada allagata dai liquami. Il blocco delle importazioni imposto da Israele ha mandato in collasso le infrastrutture idriche e igieniche - ©UNICEF/HQ08-0156

1. Il progetto ha contribuito a coprire i costi del sostegno psico-sociale e dell'assistenza legale a oltre 137.000 bambini vittime di violenze, grazie agli interventi realizzati da 7 team di psicologi in Cisgiordania e 5 Gaza e da 3 centri di tutela legale che vi sono stati aperti
 
Circa 38.000 tra genitori e assistenti all'infanzia hanno partecipato a incontri diretti a dotarli delle capacità di base su come riconoscere e gestire i sintomi di stress dei bambini, nonché la proprie condizione di stress emotivo

2. Oltre 150 kit per attività socio-ricreative - contenenti materiali didattici, di cancelleria e da disegno, giocattoli, giochi e palloni - sono stati utilizzati dai team di psicologi tanto a Gaza che in Cisogiordania, per consentire attività socio-ricreative e di sostegno psicosociale

3. Più di 4.200 bambini in 8 scuole hanno avuto la possibilità di partecipare ad attività di doposcuola, che hanno offerto loro maggiori opportunità educative, socio-ricreative e di partecipazione al miglioramento del loro ambiente scolastico, contribuendo anche a tenerli lontani dalla quotidianità di scontri e violenze

4. Oltre 18.500 bambini hanno l'opportunità di giocare e svolgere attività fisiche all'aperto grazie all'allestimento di Spazi a misura di bambino, luoghi protetti in cui poter svolgere attività socio-ricreative e ricevere assistenza

5. La formazione da parte dell'UNICEF di 24 esperti sanitari su fenomeni di abuso e violenze sui bambini ha permesso la sensibilizzazione di 200 maestri di 8 scuole e di oltre 400 genitori

6. Il progetto ha inoltre dato un contributo significativo al potenziamento dei mezzi finanziari e logistici dei 6 Uffici distaccati dell'UNICEF a Gaza e in Cisgiordania, accrescendo le loro capacità di intervento e l'efficacia degli stessi in termini di monitoraggio della condizione di donne e bambini e risposta alle loro esigenze che di formazione, equipaggiamento e sostegno delle Organizzazioni non governative (ONG) partner.

 


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Notizie dal campo

31 maggio 2010  Una nota di agenzie ONU sull'attacco che ha provocato almeno 19 vittime su una nave turca della "Freedom Flotilla" in rotta verso Gaza
19 febbraio 2010 | Emergenza Gaza  
19 novembre 2009  Il 2007 ha registrato un progressivo deterioramento della situazione umanitaria in tutto il TPO: nella Striscia di Gaza - di fatto isolata dall'esterno, con gravi restrizioni anche all'ingresso dei beni di prima necessità - la popolazione civile è rimasta spesso intrappolata tra incursioni dell'esercito israeliano e scontri con i miliziani palestinesi; in Cisgiordania, dove le operazioni militari condotte dall'esercito israeliano a Nablus sono state le più vaste degli ultimi 3 anni, la situazione umanitaria è altrettanto drammatica.
19 novembre 2009  Nel 2008 guerra, violenze e povertà hanno minato pesantemente le condizioni di vita dei bambini palestinesi, pregiudicandone salute, istruzione e opportunità di sviluppo in tutto il Territorio Palestinese Occupato. Alla data del 31 dicembre 2008, più di 120 bambini palestinesi erano stati uccisi nel conflitto con Israele, contro i 43 del 2007
19 novembre 2009  Nel 2008 guerra, violenze e povertà hanno minato pesantemente le condizioni di vita dei bambini palestinesi, pregiudicandone salute, istruzione e opportunità di sviluppo in tutto il Territorio Palestinese Occupato
18 novembre 2009 | Progetto "Ricostruire l'infanzia"  Per i bambini palestinesi, e ancor più per gli adolescenti, giocare e studiare sono al tempo stesso un sogno e una necessità, se vogliono uscire dall'incubo di un conflitto infinito. Gli adolescenti tra i 13 e i 18 anni costituiscono un gruppo particolarmente vulnerabile: nel 2008, il 74% dei minorenni uccisi in guerra avevano tra i 13 e i 17 anni; nel 2006, tutti i ragazzi arrestati avevano tra i 15 e i 17 anni. La violenza è in aumento, insieme al livello di ansia e preoccupazione, soprattutto tra i giovani.
 Ogni anno centinaia di bambini e ragazzi perdono la vita o rimangono gravemente feriti per via degli scontri armati tra fazioni palestinesi o degli interventi dell'esercito di Israele. La vittoria di Hamas alle elezioni politiche del 2006 ha aggravato la situazione, ostacolando i negoziati avviati dal presidente palestinese Abu Mazen con il premier israeliano Olmert. La situazione umanitaria è particolarmente grave nella striscia di Gaza, dove a seguito della conquista del potere da parte di Hamas (giugno 2007) Israele ha decretato un blocco ai valichi di frontiera e un vero e proprio embargo all'importazione di carburante che ha reso ancora più difficile la vita quotidiana della popolazione civile.
1 dicembre 2006  Il 2006 è stato uno dei peggiori anni in assoluto per l'infanzia nel Territorio Palestinese Occupato, con un crescere progressivo di violenze non solo nel conflitto con Israele ma anche tra le stesse fazioni palestinesi legate a Fatah e Hamas. Il blocco finanziario internazionale imposto all'Autorità palestinese dopo la vittoria di Hamas alle elezioni del febbraio 2006 e la diminuzione dei fondi da parte dei paesi donatori hanno inoltre contribuito al collasso delle istituzioni e dei sistemi per la protezione dell'infanzia, in un contesto di povertà estrema che ha portato i territori sull'orlo del disastro.