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Oltre 100 mila casi sospetti di colera in Yemen

© UNICEF/Yemen-2017
9 giugno 2017 - Il numero di casi sospetti di colera in Yemen continua a crescere: al momento si contano 101.820 contagi e 791 morti

I soggetti fisiologicamente più vulnerabili sono le vittime principali dell'epidemia: il 46% dei casi colpisce bambini sotto i 15 anni, il 33% delle vittime hanno più di 60 anni.

L’UNICEF e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stanno concentrando il proprio intervento nelle aree del paese con la maggiore incidenza, per cercare di arrestare l’ulteriore diffusione della malattia.

«Questi ‘punti caldi’ dei colera sono la fonte principale della trasmissione della malattia nel paese» dichiara il dottor Nevio Zagaria, a capo dell’ufficio dell’OMS in Yemen. 

«Sconfiggere il colera in queste zone significa poter rallentare la diffusione della malattia e salvare vite umane. Al contempo, stiamo continuando a promuovere una cura precoce dei sintomi e a condurre attività di prevenzione.»

«L’epidemia di colera sta peggiorando la situazione già durissima per l'infanzia yemenita. Molti dei bambini che sono morti a causa della malattia erano anche affetti da malnutrizione acuta» aggiunge Meritxell Relaño, Rappresentante dell’UNICEF nello Yemen. 

«Oggi la vita per i bambini dello Yemen è una lotta disperata per la sopravvivenza. Colera, malnutrizione e guerra suonano quasi come una condanna a morte.»

Non sarà facile vincere la battaglia per arginare l’epidemia di colera: oltre due anni di intenso conflitto hanno quasi completamente distrutto il sistema sanitario del paese. Attualmente meno del 50% dei centri sanitari del paese sono pienamente operativi.

Le forniture sanitarie che entrano oggi nello Yemen sono un terzo rispetto al livello precedente l'inizio delle ostilità (marzo 2015).

A causa delle violenze sono state danneggiate infrastrutture di primaria importanza, privando 14,5 milioni di abitanti di un accesso regolare all'acqua potabile, ai servizi igienici e alle cure mediche. Gli operatori sanitari, inoltre, non percepiscono più i loro salari da oltre 8 mesi. 
 

L'UNICEF in azione

UNICEF e OMS, insieme alle organizzazioni partner, stanno operando in una situazione estremamente difficile per rispondere a quest’ultima epidemia. 

Circa 3,5 milioni di persone nel paese ricevono acqua grazie a serbatoi di rifornimento, autocisterne, clorazione dell’acqua, riparazione degli acquedotti e delle stazioni di trattamento delle acque e alla fornitura alle famiglie di kit per la disinfezione delle scorte idriche e di  kit igienici (sapone e detersivi).

L’UNICEF e l’OMS stanno fornendo scorte di farmaci ai Centri per la reidratazione orale e ai Centri per il trattamento dei casi di diarrea:  qui i pazienti con casi sospetti di colera vengono controllati, diagnosticati e assistiti con prognosi immediata. Inoltre, da qui sono diffusi alla popolazione messaggi informativi sulle pratiche igieniche da seguire. 

I fondi necessari per le attività di risposta congiunta insieme ai partner che operano nei settori della salute e dei servizi idrici e igienici ammontano a 66,7 milioni di dollari per i prossimi 6 mesi. 

La comunità internazionale dei donatori ha finora risposto con generosità, ma urgono ulteriori fondi.

Il bisogno principale, tuttavia, è quello di aumentare il numero degli operatori umanitari nelle aree in cui l’accesso è ostacolato dal protrarsi del conflitto.