[/paesi/paese/documenti/dettaglio.htm]

progetti

Fine della carestia nel Sud Sudan, perché non dobbiamo compiacerci

Nyalel, 2 anni, è affetta da uno stato di malnutrizione acuta grave, la più pericolosa di tutte. A evidenziarlo è il braccialetto MUAC che segna rosso - ©UNICEF/UN055444/Modola
Nyalel, 2 anni, è affetta da uno stato di malnutrizione acuta grave, la più pericolosa di tutte. A evidenziarlo è il braccialetto MUAC che segna rosso - ©UNICEF/UN055444/Modola
23 giugno 2017 – La buona notizia del venire meno delle condizioni che comportano lo stato di carestia nel Sud Sudan non deve distogliere l’attenzione della comunità internazionale dalle gravi condizioni di insicurezza alimentare che continuano a mettere a rischio le vite di milioni di bambini nel nord-est della Nigeria, in Somalia, nello Yemen e nello stesso Sud Sudan.

«Non c’è tempo per compiacersi» afferma Manuel Fontaine, Direttore UNICEF per i programmi di emergenza. «Anche se la carestia è stata fermata nel Sud Sudan, la vita di milioni di bambini resta appesa a un filo. La crisi non è affatto finita, e dobbiamo continuare a incrementare i nostri interventi di risposta e a insistere per un accesso umanitario senza restrizioni. In caso contrario, i progressi compiuti finora potrebbero rapidamente andare perduti.»

In tutti e 4 i paesi la situazione continua a causare grande preoccupazione e il numero di bambini esposti al rischio imminente di morte è ancora allarmante.

Nigeria

Nel  nord-est della Nigeria, le violenze di Boko Haram continuano a provocare spostamenti di popolazione, limitano le attività economiche e incidono sui normali mezzi di sostentamento. Circa 5,2 milioni di abitanti sono tuttora esposti a un rischio grave di insicurezza alimentare e si stima che quest’anno 450.000 bambini potrebbero soffrire di malnutrizione acuta grave - la condizione in cui c'è rischio di morte imminente, 9 volte più elevato rispetto ai bambini nutriti adeguatamente.
 
L’inizio della stagione delle piogge complicherà ulteriormente le operazioni umanitarie, perché il deterioramento delle strade e le inondazioni renderanno ancora più difficile raggiungere le popolazioni più remote e aumenteranno il rischio di infezioni veicolate dall’acqua.
 
 

Somalia

In Somalia, una fragile popolazione, già colpita da decenni di conflitto, è stata ulteriormente esposta a prolungate condizioni di siccità.
 
Si stima che nell'arco del 2017 fino a 275.000 bambini saranno colpiti da malnutrizione acuta grave, colera, diarrea acquosa acuta e morbillo, malattie che si stanno diffondendo nel paese.
 
 

Sud Sudan

Nel Sud Sudan il numero di abitanti che ogni giorno faticano a reperire cibo a sufficienza per sfamarsi è arrivato a 6 milioni, il livello di insicurezza alimentare più elevato mai registrato nel paese.

Quest’anno, circa 276.000 bambini potrebbero risultare gravemente malnutriti, con bisogno immediato di aiuti. Secondo uno studio pubblicato questa settimana, la carestia è stata attenuata a seguito della risposta umanitaria, ma la situazione in tutto il paese resta critica.

Yemen

Nello Yemen, dove si stima che circa 400.000 bambini siano gravemente malnutriti, un’epidemia di colera senza precedenti, con oltre 175.000 casi sospetti e oltre 1.000 morti fino ad oggi, ha reso ancora più complicate le operazioni umanitarie.
 
Alcuni dei bambini che si sono ammalati o che sono morti per colera già soffrivano di malnutrizione, che ha indebolito il loro sistema immunitario.
 
Il sistema sanitario è quasi al collasso: gli ospedali e i centri terapeutici anti-colera sono in difficoltà, mentre farmaci e attrezzature sanitarie stanno finendo rapidamente. Se il conflitto proseguirà, le condizioni di carestia potrebbero verificarsi di nuovo.
 
 

L'azione dell'UNICEF

Oltre a questi quattro paesi, la crisi alimentare, idrica e sanitaria sta mettendo in pericolo centinaia di migliaia di bambini nella regione del Corno d’Africa, nel bacino del Lago Ciad e nel Sahel.

L’UNICEF sta lavorando con le organizzazioni partner per garantire alimenti terapeutici e aiuti di prima necessità per curare oltre 314.000 bambini gravemente malnutriti in Nigeria, oltre 200.000 nel Sud Sudan, oltre 200.000 in Somalia e 320.000 bambini nello Yemen.

Stiamo anche rifornendo ed equipaggiando le strutture sanitarie, sviluppando corridoi umanitari per forniture sanitarie e nutrizionali e garantendo acqua pulita e sicura ai bambini vulnerabili e alle loro famiglie.
 
L’UNICEF ha bisogno di 251 milioni di dollari per garantire ai bambini in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen cibo, acqua, cure mediche, istruzione e protezione fino alla fine dell’anno.