Come ti "sbullono" il bullo
Note dal convegno UNICEF su "Ragazzi e bullismo"
29 ottobre 2009
- ©UNICEF Italia/2009
Dalle pagine dei nostri giornali o nei programmi alla televisione sono sempre più frequenti gli interventi o gli articoli intorno all'ennesimo episodio di violenza che hanno come protagonisti il bambino o l'adolescente vittima delle vessazioni fisiche o psicologiche di un suo gruppo di pari.
Bullismo è ormai un termine sempre più utilizzato nel nostro linguaggio, impiegato la maggior parte delle volte in maniera impropria e imprecisa.
Ma cos'è effettivamente il bullismo? Quando un episodio di violenza può rientrare all'interno della categoria bullismo? Da qui parte il convegno nazionale dedicato al fenomeno del bullismo.
Tutti i relatori concordano che un atto di bullismo si manifesti ogni qual volta ci sia una intenzionalità prolungata nel tempo, in cui si agisce all'interno di un gruppo. E allora che fare? Quali possono essere le strategie da utilizzare?
Innanzitutto occorre prevenire, questo può essere fatto creando una corresponsabilità tra famiglia e scuole.
Questi due soggetti devono collaborare tra di loro non è possibile arginare il fenomeno se non vi è una cooperazione tra queste due entità.
La scuola deve essere intesa come luogo di cittadinanza attiva, di sviluppo delle proprie life skills. Una scuola che accoglie, che sostiene, che crea gli spazi di confronto in cui sia possibile per i bambini e i ragazzi comunicare, confrontarsi e una partecipazione attiva. Una scuola maggiormente improntata sulla formazione che non sulla trasmissione dei contenuti fini a se stessi.
Cosa si fa in Toscana
- ©UNICEF Italia/2009
Nella regione Toscana la referente regionale della direzione generale dell'ufficio scolastico, Francesca Balestri, ha illustrato in particolare due iniziative come campagne di prevenzione all'interno delle scuole.
Il primo è "Il bullo gioca da solo", strumento pensato per gli studenti, i docenti e gli operatori delle forze dell'ordine.
Un altro progetto invece è chiamato "Sbulloniamoci": nasce negli istituti superiori ed è rivolto agli studenti delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado tramite il peer to peer (la comunicazione tra coetanei).
Particolarmente interessante il progetto del portale Trool.it illustrato dalla ricercatrice dell'Istituto degli innocenti Silvia Notaro.
Si tratta di un progetto regionale per promuovere l'uso di Internet, sicuro e consapevole, tra i bambini delle scuole elementari e i ragazzi dei primi due anni delle scuole medie inferiori, attraverso un portale dedicato ai ragazzi, laboratori didattici e interventi formativi.
Tra i vari interventi al convegno possiamo sottolineare la prevenzione dei fenomeni di bullismo attraverso la pet-therapy (terapia con animali) portato da Roberto Marchesini dalla scuola di interazione uomo-animale patrocinato dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
Tutte queste iniziative partono da una base comune: affinchè un cambiamento venga messo in atto occorre che i minori siano responsabilizzati con la promozione di un approccio in cui i bambini e i ragazzi non siano soltanto oggetti ma soggetti delle proprie decisioni.
Questo sicuramente è sembrato essere il punto di partenza per tutti i relatori per iniziare a prevenire efficacemente questo fenomeno.