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Nigeria, la guerra di Boko Haram alle scuole: metà restano chiuse, UNICEF in azione per alleviare i danni

Modu, 13 anni, è un alunno di una scuola di Monguno (nello stato del Borno, nord-est della Nigeria). La scuola è finanziata dall'UNICEF - ©UNICEF/UN039586/Vittozzi
Modu, 13 anni, è un alunno di una scuola di Monguno (nello stato del Borno, nord-est della Nigeria). La scuola è finanziata dall'UNICEF - ©UNICEF/UN039586/Vittozzi
29 settembre 2017 – La crisi causata dalla guerriglia del gruppo jihadista Boko Haram nel Nord-est della Nigeria ha provocato la chiusura di oltre il 57% delle scuole nello stato del Borno, quello maggiormente colpito..
 
Dal 2009 a oggi, in questa regione, oltre 2.295 insegnanti sono stati uccisi e 19.000 sono stati sfollati

Circa 1.400 scuole sono state distrutte e la maggior parte di esse non possono riaprire con il nuovo anno scolastico a causa dei danni o perché si trovano in aree ancora poco sicure. Si stima che 3 milioni di bambini abbiano bisogno di assistenza per ricevere istruzione.
 
«I bambini nel nordest della Nigeria stanno vivendo orrori senza fine» commenta Justin Forsyth, vice-direttore dell’UNICEF, al termine di una missione di tre giorni a Maiduguri, epicentro della crisi nel nordest.
 
«In aggiunta alla malnutrizione, alle violenze e all'epidemia di colera, gli attacchi contro le scuole rischiano di perdere un'intera generazione di bambini, minacciando il loro futuro e quello delle loro terre.»

Alunni con i materiali didattici distribuiti dall'UNICEF in una scuola di Banki, nel Nord-est della Nigeria - ©UNICEF/UN0126108/Bindra

Alunni con i materiali didattici distribuiti dall'UNICEF in una scuola di Banki, nel Nord-est della Nigeria - ©UNICEF/UN0126108/Bindra

 

A scuola per la prima volta

Nonostante queste enormi difficoltà, alcuni bambini ospiti nei campi per sfollati del Borno stanno ricevendo un’istruzione per la prima volta nella loro vita.
 
Nel campo di Muna Garage, alla periferia di Maiduguri, ad esempio, circa il 90% degli studenti si sono iscritti a scuola per la prima volta.
 
Nei 3 Stati del Nord-est del paese maggiormente colpiti , l’UNICEF e le organizzazioni partner hanno contribuito a far iscrivere al nuovo anno scolastico circa 750.000 alunni, aprendo oltre 350 spazi temporanei per l’apprendimento e distribuendo circa 94.000 kit scolastici.

Stiamo inoltre lavorando insieme ai partner per ricostruire scuole e aule e per formare gli insegnanti, in modo da costruire un sistema scolastico più forte per il futuro.
 
Mentre si trovava a Maiduguri, il vicedirettore dell'UNICEF Forsyth ha incontrato famiglie e bambini colpiti dal conflitto, ascoltando le loro testimonianze: gli sfollati hanno raccontato il terrore della vita sotto Boko Haram e le difficili condizioni in cui si trovano.
 

Maryam Sandabe, insegnante volontaria nel campo per sfollati di Dalori (Nigeria)- ©UNICEF/UN036832/Musa

Maryam Sandabe, insegnante volontaria nel campo per sfollati di Dalori (Nigeria)- ©UNICEF/UN036832/Musa

 

Malnutrizione e malattie dilaganti, ma le risorse scarseggiano

Ad oggi, circa 1 milione di bambini sono stati sfollati per effetto dei questa crisi, e si prevede che quest’anno saranno 450.000 i bambini sotto i cinque anni a soffrire di malnutrizione acuta grave.
 
L’utilizzo di bambini come bombe umane – circa 100 fino ad ora quest’anno – ha creato un clima di diffidenza all'interno delle comunità, mentre l’epidemia di colera ha colpito oltre 3.900 persone, fra cui oltre 2.450 bambini.
 
I programmi di emergenza dell’UNICEF nel Nord-est della Nigeria restano ancora gravemente sotto-finanziati. 

A soli tre mesi dalla conclusione dell’anno, l'appello umanitario dell’UNICEF segna ancora un -40% rispetto ai fondi necessari per il 2017.