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Senza sosta l'afflusso dei profughi Rohingya in Bangladesh, oltre 500.000 hanno bisogno di aiuto

© UNICEF/UN0126240/Brown
4 ottobre 2017 – Lasciamo il Bangladesh commossi dalle storie di sofferenza che abbiamo ascoltato dai rifugiati in fuga dalle violenze nel Myanmar, e ancor più determinati a far sì che l'ONU faccia tutto ciò che è in suo potere per aiutare il governo del Bangladesh ad affrontare questa crisi.
 
La tragedia umana che si sta delineando nel Bangladesh meridionale ha una portata, una complessità e una rapidità sconvolgenti.

In poche settimane oltre 500.000 profughi Rohingya hanno attraversato il confine, rendendo questa l’emergenza di rifugiati di più rapida progressione al mondo.
 
Queste persone arrivano terrorizzate, esauste e affamate, con un bisogno disperato di aiuti immediati: rifugio, cibo, acqua e servizi igienici e assistenza sanitaria.
 
Con sé portano le testimonianze terribili di ciò che hanno visto e subito: storie di bambini uccisi, donne stuprate e villaggi rasi al suolo.

Il governo e i cittadini del Bangladesh hanno dimostrato uno straordinario spirito di generosità, aprendo i confini del paese e guidando azioni volte a fornire aiuto ai rifugiati. Hanno dato al mondo un grande esempio di umanità. 

Siamo stati colpiti dai progressi fatti per assistere i rifugiati nei campi e negli insediamenti che abbiamo visitato.

Abbiamo visto la differenza che stanno facendo il Governo e le forze armate del Bangladesh, le agenzie delle Nazioni Unite e i nostri partner non governative nazionali e internazionali, ma i bisogni di questa popolazione stanno crescendo a un ritmo più veloce rispetto alle nostre capacità.
 
I rifugiati stanno vivendo in fragili baracche di bambù e plastica nei siti molto distesi e densamente affollati che sono sorti. In queste condizioni, c’è un rischio sempre più grande di epidemie.
 
La risposta alla crisi ha di fronte tante sfide che comprendono strade con limitato accesso alla popolazione rifugiata sparpagliata sul territorio, la popolazione ancora in movimento e la mancanza di terre per rifugi e infrastrutture.
 
Oltre questi impedimenti, abbiamo urgente bisogno di aiuto per le risorse che ci consentiranno di continuare ad ampliare e sostenere i nostri sforzi.
 
I fondi sono urgentemente necessari affinché tutti i rifugiati abbiano accesso a cibo, rifugi, acqua, strutture igienico-sanitarie, cure mediche e servizi per la protezione.
 
Le condizioni negli insediamenti temporanei sono terribili. Senza un significativo aumento dell’assistenza, i rifugiati che hanno già sofferto tanto potrebbero dover affrontare una nuova catastrofe oltre alle tragedie che li hanno indotti a fuggire dalle loro case.
 
Oggi è stato lanciato un aggiornamento del piano di risposta delle Nazioni Unite per un totale di 434 milioni di dollari necessari urgentemente per ampliare le operazioni di risposta in supporto ai rifugiati e alle comunità ospitanti dove molte persone stanno trovando rifugio.
 
Per questo, ulteriori 12 milioni di dollari dal Fondo Centrale per la Risposta alle Emergenze sono stati stanziati per consentire lo stabilimento di nuovi siti per i rifugiati arrivati recentemente. 
 
Abbiamo apprezzato, durante il nostro incontro, i funzionari del Governo che ci hanno assicurato la più stretta collaborazione.
 
Sfortunatamente, questa terribile situazione non è finita. Le persone stanno ancora attraversando il Myanmar per andare in Bangladesh, scappando per le loro vite e richiedendo immediato supporto.
 
Chiediamo ancora una volta alle autorità del Myanmar di consentire la piena ripresa dell'azione umanitaria in tutto lo Stato di Rakhine e continueremo a sostenere la creazione di condizioni che consentano alle persone di tornare a casa in modo sicuro e volontario.
 

(Dichiarazione del Direttore dell’UNICEF Anthony Lake e del Coordinatore per gli Aiuti di Emergenza ONU Mark Lowcock )