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Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Obiettivo 3 - Buona salute

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OBIETTIVO 2030: ridurre la mortalità materna a meno di 70 decessi ogni 100.000 nascite, ridurre la mortalità neonatale a 12 decessi ogni 1.000 nati, ridurre la mortalità infantile (0-5 anni) a 25 decessi ogni 1.000 nati vivi. Porre termine alle epidemie di AIDS, malaria e tubercolosi.

Mortalità materna

Tra il 2000 e il 2015 la mortalità materna - ovvero il numero di decessi di partorienti ogni 100mila bambini nati vivi - è diminuita del 37%, arrivando a quota 216, ed è stata quasi dimezzata rispetto al livello del 1990.
 
Prevalentemente questi decessi avvengono in contesti di grave povertà, e sarebbero facilmente prevenibili, così come avviene nei paesi ad alto reddito (in Italia questo tasso è di 9 decessi ogni 100.000 parti).
 
Nel mondo, un quarto dei parti non è assistito da personale medico qualificato.
 
 

Mortalità infantile

La mortalità infantile - decessi nella fascia di età tra 0 e 5 anni - è stata ridotta ancora più sensibilmente (-56% rispetto al 1990) ma nonostante ciò ancora 5,6 milioni di bambini muoiono ogni anno, prevalentemente per cause che potrebbero essere prevenute. 
 
Attualmente il tasso globale di mortalità infantile è di 41 decessi ogni 1.000 nati vivi: l'Obiettivo 3 prevede di portare questo indicatore a 25/1.000 entro il 2030.
 
Il lento ma costante declino del tasso di mortalità infantile non deve tuttavia eclissare l'aumento che, all'interno di questo fenomeno, ha la componente della mortalità neonatale: attualmente, il 46% dei decessi sotto i 5 anni avviene entro i primi 28 giorni dalla nascita (circa 7.000 morti su 15.000 al giorno).
 
 

Le principali sfide della salute globale

A livello globale nel 2015 circa tre donne su quattro in età riproduttiva, dai 15 ai 49 anni, hanno avuto accesso ai moderni metodi contraccettivi e pianificato consapevolmente la propria famiglia.Nell'Africa subsariana tale percentuale scende a meno del 50%.
 
Il numero di nuove infezioni di HIV-AIDS nel mondo è stato nel 2015 dello 0,3% su 1.000 persone non infette, numero che sale a 1,5 su 1.000 nell'Africa Subsariana.
 
Nel 2014, 9.6 milioni i nuovi casi di tubercolosi, 133 per 100mila persone, di cui il 58% nel Sud-est asiatico e nel Pacifico occidentale.
 
Quasi la metà della popolazione globale è a rischio malaria, infezione che fa registrare ogni anno circa 214 milioni di casiNell'Africa Subsahariana si concentra l'89% dei casi, con un'incidenza di 235 infettati ogni 1.000 persone a rischio.