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Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Obiettivo 6 – Acqua pulita e igiene per tutti

OBIETTIVO 2030: accesso universale a fonti sicure di acqua potabile e a servizi igienici adeguati. Tutela delle risorse idriche, fine della pratica della defecazione all'aperto
 


Acqua, progressi a rischio

L'estensione dell'accesso all'acqua potabile è stato uno dei (pochi) Obiettivi di Sviluppo del Millennio (2000-2015) raggiunti con successo, addirittura 3 anni prima del termine.
 
Secondo i dati più aggiornati (fonte: UNDP) sono 6,6 miliardi gli abitanti del pianeta che dispongono di un accesso stabile all'acqua, pari al 91% della popolazione mondiale. Ancora nel 2000 questa percentuale era dell'82%. Ne sono tuttora esclusi, però, 663 milioni di persone.

Garantire la risorsa più preziosa per la sopravvivenza rimane un traguardo prioritario: 1,7 miliardi di persone vivono in aree considerate a rischio di siccità a causa dei cambiamenti climatici e dell'eccessivo sfruttamento delle falde e degli specchi d'acqua, mentre almeno 1,8 miliardi di persone abbiano accesso a fonti idriche contaminate in qualche misura da colibatteri fecali.

Complessivamente, oltre 2 miliardi di abitanti del pianeta vivono in zone esposte a stress idrico, dove il prelievo di acqua avviene a un ritmo troppo intenso per consentire il ripristino naturale delle falde.

Ogni giorno circa 700 bambini tra 0 e 5 anni muoiono a causa di malattie veicolate dall'acqua impura.
 

Carenze di igiene 

Luci e ombre anche su questo fronte. Dal 2000 a oggi la quota di popolazione globale che ha accesso a servizi igienici "migliorati" (così vengono definiti i sistemi in cui le escrezioni umane vengono gestite con tecniche che ne evitano il possibile contatto con gli utenti) è salita dal 59% al 68%, portando a 4,9 miliardi le persone che ne beneficiano.

Tuttavia, 2,4 miliardi di abitanti vivono in condizioni di igiene precaria, facendo ricorso a servizi inadeguati: fra loro, sono ben 946 milioni coloro che praticano tuttora la defecazione all'aria aperta, la forma più pericolosa per la propagazione di malattie infettive.

Globalmente, solo il 20% delle acque reflue vengono trattate prima di essere riversate nei corsi d'acqua o nel mare.