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Al via la campagna di vaccinazione contro il colera per i bambini Rohingya profughi in Bangladesh

Un bambino riceve una dose di vaccino anti-colera orale nella prima giornata della campagna di prevenzione - ©UNICEF
Un bambino riceve una dose di vaccino anti-colera orale nella prima giornata della campagna di prevenzione - ©UNICEF
10 ottobre 2017 – È iniziata oggi una campagna di vaccinazione su larga scala contro il colera nel distretto di Cox’s Bazar, nel Bangladesh meridionale. 

L'obiettivo è di proteggere da questa malattia potenzialmente letale le centinaia di migliaia di rifugiati Rohingya arrivati nelle ultime settimane nel paese in fuga dalle persecuzioni nel vicino Myanmar (l'ex Birmania) e le comunità locali. 

Oltre 200 team mobili di vaccinatori stanno consegnando 900.000 dosi di vaccini, rendendo questa la seconda più vasta campagna di vaccinazione orale contro il colera di sempre.

La campagna, guidata dal Ministero della Salute bengalese e sostenuta tecnicamente e finanziariamente da UNICEF e Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’UNICEF, si svolge a Ukhiya e Teknaf, dove oltre 500.000 persone sono arrivate da agosto attraversando il confine, unendosi al grande numero di rifugiati che già da anni viveva in questa zona.

Il primo ciclo della campagna coprirà 650.000 persone da 1 anno in su. Un secondo ciclo, che partirà il 31 ottobre, avrà come obiettivo somministrare una dose di vaccino aggiuntiva ai 250.000 bambini di età compresa tra 1 e 5 anni, per garantire loro una protezione maggiore.

Un bambino riceve una dose di vaccino orale anti-colera nella prima giornata della campagna


«Questa è la seconda campagna di vaccinazione orale contro il colera più ampia al mondo, dopo quella effttuata ad Haiti nel 2016» commenta Edouard Beigbeder, Rappresentante dell’UNICEF in Bangladesh. «Il colera è una malattia pericolosa, soprattutto per quei bambini che vivono in condizioni poco igieniche e in spazi angusti. La prevenzione è fondamentale.»

Nell’ultima settimana sono stati registrati e curati ben 10.292 casi di diarrea negli insediamenti informali e nei campi profughi. 

L’OMS ha messo in guardia sui potenziali rischi di un’epidemia di colera

L’UNICEF e l’OMS stanno fornendo supporto al Ministero della Salute attraverso la pianificazione, la distribuzione, l’orientamento dei volontari, la copertura dei costi operativi e le attività di monitoraggio.