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India - Profilo del Paese

 

Cartina dell'India
©UNICEF

L'India occupa una vasta parte del subcontinente indiano.

Soggetta alla colonizzazione britannica dai primi dell'ottocento, il paese è divenuto indipendente nel 1947 grazie alla resistenza non-violenta guidata da Gandhi e Nehru.

La divisione interna dell'ex colonia britannica ha dato vita allo Stato musulmano del Pakistan, contro il quale l'India ha combattuto tre guerre, due delle quali per il territorio - tuttora conteso - del Kashmir.

L'India è il secondo paese più popoloso del mondo. È uno Stato aconfessionale, e sebbene la gran parte della popolazione sia di religione indù, è anche il paese in cui vive la terza comunità musulmana più numerosa del pianeta. La Costituzione indiana riconosce ben 23 lingue officiali.

Nonostante l'economia del paese sia tra quelle a più rapida crescita al mondo, la vasta massa della popolazione rurale è povera e analfabeta. Le disparità nell'accesso ai servizi, basate su classi, caste, discriminazioni di genere e geografiche sono tuttora enormi. 

L'India attuale affronta diversi gravi problemi: oltre alla citata disputa con il Pakistan riguardo al Kashmir, la sovrappopolazione, il degrado ambientale, la povertà estesa, le tensioni etniche e religiose.

Nonostante i progressi degli ultimi trenta anni, più di due milioni di bambini muoiono ogni anno per infezioni che potrebbero essere prevenute. L'India è il paese al mondo in cui si verifica il più alto numero di decessi fra i bambini tra 0 a 5 anni.

La mortalità infantile colpisce molti neonati nella prima settimana di vita e sebbene negli anni '80, avesse dato segni di rapida riduzione, negli ultimi dieci anni questi progressi sono molto rallentati.

Un bambino malnutrito su tre al mondo, vive in India. Il 46% circa dei bambini minori di tre anni è sottopeso, e molti di loro soffrono di malnutrizione acuta. Circa il 30% dei bambini è sottopeso alla nascita.
 
L'anemia colpisce il 90% delle ragazze adolescenti e il 50% delle donne.
Nonostante il grande impegno dell'UNICEF e del governo indiano, la diarrea è la seconda causa di morte tra i bambini, dopo le infezioni respiratorie.
Si stima che 400.000 bambini minori di 5 anni muoiano per diarrea ogni anno.

Tra le cause principali, vi sono le scarse condizioni igieniche e l'ingestione di acqua non pulita (in alcune aree del paese c'è una presenza eccessiva di arsenico e di fluoruro nell'acqua). Più di 122 milioni di famiglie nel paese non dispongono di servizi igienici.

La popolazione di sieropositivi ammonta a quasi 5 milioni;
L'india è al secondo posto nel numero di abitanti affetti dal virus, e rappresenta l'11,4% dei sieropositivi nel mondo.

Il principale metodo di trasmissione è attraverso i rapporti sessuali. Da una ricerca nazionale condotta nel 2001 risulta che meno della metà delle persone intervistate sa come difendersi con l'utilizzo del preservativo e con partners fedeli e non infetti.
 
La stigmatizzazione sociale e la discriminazione dei sieropositivi continuano ad essere delle barriere per la prevenzione, la cura e il trattamento.

Per quanto riguarda l'istruzione, nonostante notevoli progressi nei tassi di alfabetizzazione durante gli anni '90, il numero di bambini che non va a scuola resta alto, il 20% dei bambini tra i 6 e i 14 anni.
Sono 190 milioni le bambine analfabete.

Molti bambini, e specialmente molte bambine, sono vulnerabili a violenza, abuso e sfruttamento, e sono spinti ad entrare nel mondo della prostituzione o del lavoro nero. Molte famiglie che non dispongono di entrate sono costrette a far lavorare i propri figli.

Si stima che siano 12 milioni i bambini lavoratori nel paese. La maggior parte di loro non hanno mai frequentato la scuola. Il numero di bambini di strada è molto elevato. La pratica dei matrimoni precoci continua ad essere un problema serio.

I tassi di registrazione alla nascita, nonostante una campagna nazionale apposita, sono ancora molto bassi.

A questa situazione, si è aggiunto lo tsunami che, nel dicembre 2004, ha colpito la costa sud-orientale dell'India, le isole Andamane e Nicobare, uccidendo migliaia di persone.

Adotta un progetto UNICEF in India

L'India è uno dei paesi per i quali i sostenitori italiani dell'UNICEF possono effettuare donazioni direttamente finalizzate alla "adozione" di un progetto specifico che l'UNICEF conduce nel paese.
 
Questo progetto è finalizzato alla riduzione della mortalità neonatale e infantile.

Diversi cittadini e aziende italiani, attraverso il Comitato Italiano per l'UNICEF, stanno già offrendo il loro contributo.

Per saperne di più, visita le pagine dedicate all'adozione del progetto: "Proteggere i più piccoli"
 

Per approfondire   

 
 


 
 
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