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Bambini sperduti

Grecia, condizioni preoccupanti per i minorenni rifugiati e migranti non accompagnati

Ayan (2 anni) e Hamid (4), rifugiati Yazidi provenienti dalla Siria, giocano nel campo per rifugiati di Skaramagas, nell'area portuale di Atene - ©UNICEF/UN057916/Gilbertson VII Photo
Ayan (2 anni) e Hamid (4), rifugiati Yazidi provenienti dalla Siria, giocano nel campo per rifugiati di Skaramagas, nell'area portuale di Atene - ©UNICEF/UN057916/Gilbertson VII Photo
27 ottobre 2017 – Secondo l’UNICEF, solo un terzo dei circa 3.000 minorenni rifugiati e migranti non accompagnati che si trovano attualmente in Grecia stanno ricevendo assistenza e dispongono di una collocazione adeguata.
 
L’UNICEF incoraggia il governo ellenico ad intraprendere misure politiche e legali risolutive per garantire la sicurezza di tutti i minorenni in condizioni di vulnerabilità.
 
Il recente incremento negli arrivi di rifugiati e migranti ha portato a condizioni di sovraffollamento e al deterioramento delle condizioni di vita nei campi profughi allestiti sulle isole greche.
 
Quest’anno, nel solo mese di settembre, sono giunti 5.700 migranti e rifugiati, rispetto agli 3.080 dello stesso mese del 2016.
 
Il numero di minori non accompagnati in Grecia è aumentato nel corso dell’estate, passando da 2.300 (dato di fine giugno) a 2.850 alla fine di settembre. I posti per ospitarli nelle strutture per minori sono però solamente 1.125 (dato UNHCR).

Complessivamente in Grecia risiedono circa 19.000 minorenni rifugiati e migranti. A differenza di quanto avviene in Italia, qui la larga maggioranza dei minorenni è arrivata in nuclei familiari comprendenti adulti, e quelli non accompagnati sono circa il 15% del numero totale di minorenni arrivati nel paese.
 
Sulle isole, alcune strutture di accoglienza per minorenni non accompagnati stanno attualmente ospitando il doppio delle persone rispetto alla capienza delle strutture, compromettendo così la loro sicurezza e benessere. La situazione per questi ragazzi si fa particolarmente grave di notte, data l'assenza di sistemi di sorveglianza adeguati.
 
Inoltre, i lunghi ritardi (fino a cinque mesi) per il trasferimento dei bambini dalle isole alla terraferma aggravano il loro stress emotivo e psicologico.
 
Attualmente sono circa 1.800 i minorenni non accompagnati in attesa di una collocazione adeguata, che soggiornano in centri di accoglienza ma anche all'aperto, persino in strutture che sono, di fatto, dei centri di detenzione

Secondo i dati più recenti dell'UNHCR, 228 minorenni vivono al momento in centri di identificazione (RIC) e 106 addirittura presso strutture della Polizia ellenica.
 
Per quelli che vivono in strada, l’inverno ormai alle porte comporta una minaccia aggiuntiva. 

«I bambini e i ragazzi rimasti bloccati e senza familiari devono avere un rifugio, assistenza e protezione adeguati, ed esistono delle soluzioni per realizzare questi obiettivi» dichiara Laurent Chapuis, Coordinatore per l'azione dell’UNICEF ai rifugiati e ai migranti in Grecia.
 
«I minorenni non accompagnati bloccati sulle isole devono essere trasferiti al più presto in strutture idonee sulla terraferma, i centri di accoglienza che rispettano gli standard dovrebbero essere adeguatamente finanziati, e occorre ampliare il ricorso agli affidi familiari e a sistemazioni residenziali controllate. Sono tutte cose che si possono realizzare sin d'ora.» 
 
L’UNICEF invita il governo greco ad avviare riforme politiche e legali urgenti per potenziare l’assistenza comunitaria, dopo anni di grave crisi economica. Incoraggia inoltre gli Stati europei in cui vivono familiari dei minorenni soli residenti in Grecia ad agevolare i ricongiungimenti familiari.
   
«Le autorità greche e i loro partner sono state in prima linea nella grande crisi europea dei rifugiati e migranti esplosa nel 2015, e hanno fatto degli sforzi enormi per rispondere alle necessità dei bambini e delle loro famiglie» conclude Chapuis. aggiungendo che le condizioni nei centri di accoglienza sulla terraferma sono migliorate e che i trasferimenti dalle isole hanno recentemente subito un’accelerazione.