[/programmi/programma/documenti/dettaglio.htm]

Istruzione

Con le crisi umanitarie triplica l'analfabetismo fra i giovani

Due bambini fra le rovine bruciate della loro scuola a Malakai, Sud Sudan - © UNICEF/UN018992/George
Due bambini fra le rovine bruciate della loro scuola a Malakai, Sud Sudan - © UNICEF/UN018992/George
31 gennaio 2018 – Circa il 30% dei giovani fra 15 e 24 anni – 59 milioni in tutto – che vivono in paesi colpiti da conflitti o disastri naturali sono analfabeti, un numero triplo rispetto alla media globale.
 
In Niger, Ciad, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana – tutti paesi con una lunga storia di instabilità ed elevati livelli di povertà – si registrano i tassi di analfabetismo giovanile più alti al mondo: rispettivamente il 76%, 69%, 68% e 64% dei giovani fra 15 e 24 anni sono incapaci di leggere o scrivere.
 
«Questi numeri ci ricordano il drammatico impatto che le crisi umanitarie hanno sull'istruzione dei bambini, sul loro futuro e sulla stabilità e la crescita delle loro economie e società» afferma il Direttore dell’UNICEF, Henrietta Fore.
 
«Un bambino privo di istruzione che diventa un giovane non alfabetizzato, in un paese distrutto a causa di conflitti o disastri, potrebbe rimanere escluso da molte possibilità».
 
Questa nuova analisi – calcolata utilizzando i tassi di alfabetizzazione dell’UNESCO in 27 Stati in emergenza inclusi nello Humanitarian Action for Children, l’appello dell’UNICEF per l’intervento umanitario del 2018 – viene lanciata in vista della Conferenza di Ri-finanziamento della Global Partnership for Education (GPE), che si terrà questa settimana a Dakar, in Senegal.
 
Lo studio evidenzia inoltre che le ragazze e le giovani donne sono quelle con uno svantaggio maggiore nell'accesso all'istruzione: il 33% di quelle che vivono in paesi in situazioni di emergenza non riesce neppure ad apprendere le basi della lettura e della scrittura, rispetto al 24% dei coetanei maschi.
 
Eppure, sebbene giochi un ruolo fondamentale per ridurre le disuguaglianze, listruzione rimane fortemente sottofinanziata. Attualmente, solo il 3,6% dei fondi per le emergenze umanitarie viene dedicato all’istruzione, rendendo questo uno dei settori meno finanziati negli appelli umanitari.
 
L’UNICEF stima che, complessivamente, nei prossimi quattro anni spenderà circa 1 miliardo di dollari ogni anno nei programmi per l’istruzione. Soltanto ieri, l’UNICEF ha lanciato un appello umanitario che prevede 900 milioni di dollari per l’istruzione nei paesi colpiti da conflitti e disastri naturali.
 
L’UNICEF opera in tutto il mondo in via di sviluppo per estendere la scolarizzazione dei bambini, anche fornendo opportunità di apprendimento non formale e rapido, formando gli insegnanti,riparando scuole e distribuendo materiali didattici e attrezzature scolastiche.
 
In Africa centrale e occidentale, dove si trovano i paesi in emergenza con i tassi di analfabetismo giovanile più elevati, (39%), e dove verrà ospitata la 3° Conferenza per il  rifinanziamento della GPE, l’UNICEF lavora con numerosi partner per aiutare i bambini ad apprendere nonostante i conflitti e l'insicurezza.
 
Ad esempio, una partnership con i governi del Camerun e del Niger utilizza un programma radiofonico innovativo per l’istruzione, che offre una piattaforma di apprendimento alternativa per i bambini e i giovani colpiti dalle crisi locali.

Sono stati trasmessi via radio oltre 144 puntate di alfabetizzazione nelle lingue francese, fula, hausa e kaori. 

Il programma sarà presto introdotto anche in Burkina Faso, Repubblica Centrafricana, Guinea e Guinea Bissau.

L’UNICEF invita i governi e gli altri partner ad intervenire per migliorare l'accesso all'istruzione peri bambini e i giovani vittime di situazioni di emergenza:
  • fornendo ai bambini più piccoli l'accesso a programmi di apprendimento di qualità per la prima infanzia, per favorire il loro sviluppo cognitivo e per prepararli al successivo processo di scolarizzazione
  • offrendo ai giovani non alfabetizzati l’opportunità di imparare a leggere e a scrivere e di approfondire la loro istruzione attraverso alternative appositamente progettate e programmi di apprendimento intensivo e rapido
  • aumentando gli investimenti nel settore dell’istruzione, in particolare per i giovani e i bambini più svantaggiati.

«L’istruzione è la chiave di volta del futuro di un bambino» conclude Henrietta Fore. «Per fare sì che tutti i bambini possano usufruire pienamente dei benefici dell’apprendimento è fondamentale offrire loro un’istruzione della migliore qualità possibile, il più presto possibile.»