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Nigeria, liberate oltre cento studentesse rapite un mese fa

Alcune delle ragazze rapite nella scuola di Dapchi dopo la loro liberazione - ©Reuters/Ola Laure
Alcune delle ragazze rapite nella scuola di Dapchi dopo la loro liberazione - ©Reuters/Ola Laure
22 marzo 2018 – LUNICEF è lieto di accogliere la notizia, diffusa ieri, che le studentesse rapite lo scorso 19 febbraio in una scuola di Dapchi, nello Stato di Yobe, nel Nord-Est della Nigeria, sono state liberate e si sono ricongiunte alle loro famiglie.
 
Secondo notizie non ancora ufficialmente confermate, sono oltre cento le ragazze rilasciate.
 
L’UNICEF sta operando in stretto coordinamento con il Ministero della Gioventù dello Stato di Yobe [la Nigeria è uno Stato federale] per fornire alle giovani e alle loro famiglie tutta l'assistenza necessaria.
 
Nel mese trascorso in prigionia, le studentesse potrebbero essere state esposte a violenze fisiche e sessuali. Esse hanno ora bisogno del sostegno e dell'affetto delle proprie famiglie e comunità per sentirsi al sicuro e fare ritorno a scuola.
 
L’UNICEF sta inoltre collaborando con le organizzazioni della società civile per assicurare che ogni ragazza riceva assistenza individuale – dalle cure sanitarie al sostegno psicosociale.
 
Esprimiamo al tempo le nostre condoglianze alle famiglie delle ragazze che non ce l’hanno fatta a rientrare a casa. Sebbene siano attese conferme, sembra che cinque studentesse siano morteL’UNICEF partecipa al lutto delle famiglie che hanno perso le loro figlie.
 
Rinnoviamo il nostro appello a liberare tutte le ragazze ancora detenute dai rapitori. Le scuole devono essere sempre degli spazi sicuri e protetti.
 
Dall’inizio della rivolta di Boko Haram (2009) sono stati uccisi 2.295 insegnanti, 19.000 sono stati costretti ad abbandonare il loro lavoro e quasi 1.400 scuole sono state distrutte.
 

(Dichiarazione di Mohamed Malick Fall, Rappresentante dell’UNICEF in Nigeria)