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Unicef Staff

Cambiare insieme alle comunità locali: una testimonianza dal Mali

©UNICEF Italia/2018
©UNICEF Italia/2018
18 aprile 2018 - Sto rientrando oggi da una breve visita di tre giorni in Mali, dove ho avuto l'opportunità di vedere ancora una volta il lavoro sul campo dell'UNICEF. 

Sono stato in particolare nella regione di Sikasso a sud della capitale Bamako, dove ho visitato due villaggi: Bougouni e Mamissa.

Sono riuscito a vedere l'impatto degli interventi dell'UNICEF in campo scolastico (scuola per la prima infanzia, scuola primaria e recupero di chi l'aveva abbandonata), in ambito sanitario (creazione del Centro Sanitario Comunitario, lotta alla malaria e alle sindromi diarroiche, vaccinazioni), in campo nutrizionale (uso del Plumpynut e di alimenti terapeutici ad alto contenuto proteico per contrastare le forme più gravi di malnutrizione, educazione alla corretta alimentazione) e in campo igienico (costruzione di latrine, pozzi - la falda si trova facilmente tra i 60 e i 100 metri di profondità - acqua corrente nei Centri Sanitari Comunitari, educazione al lavaggio delle mani)

Insomma, un ampio spaccato delle attività dell'UNICEF!

A colpirmi in modo particolare è stato il coinvolgimento entusiasta della comunità locale in tutte le attività descritte. E questa è una componente fondamentale del modo di lavorare dell'UNICEF: solo così gli interventi fatti posso avere  un risultato duraturo nel tempo e solo così si può avere la possibilità di cambiare una cultura mettendo al primo posto i diritti dei più piccoli.

Non scorderò mai l'emozione del direttore sanitario del villaggio nello spiegarci come il frigorifero che funziona a energia solare ha cambiato il suo lavoro, liberando la comunità dalla schiavitù del gasolio e permettendo la migliore conservazione dei vaccini e quindi la copertura vaccinale a tutti i bambini. 

Me ne torno con ancora più  entusiasmo e più orgoglio di far parte di questa organizzazione e la convinzione che il finale della storia dell'umanità possa essere cambiato in meglio!

(Paolo Rozera, Direttore generale UNICEF Italia)


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