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Uniti contro l'AIDS
 

Esame del sangue su una neonata con madre sieropositiva in un ospedale di Chelstone (Zambia)
Esame del sangue su una neonata con madre sieropositiva in un ospedale di Chelstone (Zambia) ©UNICEF/HQ09-0274/C.Nesbitt
AIDS, nuovi dati UNICEF: importanti progressi, ma ancora forte il legame tra HIV e povertà
30 novembre 2009

Secondo il nuovo rapporto lanciato oggi dall'UNICEF e da altre tre agenzie delle Nazioni Unite, gli sforzi dei governi nazionali per combattere l'AIDS, in particolar modo per la prevenzione della trasmissione del virus da madre a figlio, mostrano risultati positivi. Tuttavia, molti bambini colpiti da HIV/AIDS non ricevono ancora alcun aiuto.  


Il rapporto, intitolato Bambini e AIDS: IV Rapporto di Aggiornamento"è stato realizzato congiuntamente da UNICEF, UNAIDS, UNFPA e OMS. Il rapporto presenta dati aggiornati sugli interventi per la protezione delle donne e dei bambini dall’HIV/AIDS e fissa una serie di principi per migliorare l'efficacia di queste azioni.

 

I dati evidenziano che ci sono stati progressi significativi in alcuni Paesi sia nelle cure per impedire il contagio dell'HIV da madre a figlio, sia nella diffusione dei test per l'HIV tra le donne in gravidanza.

 

I farmaci antiretrovirali per prevenire il contagio madre-figlio sono attualmente distribuiti in Botswana al 95% delle persone che ne hanno bisogno, in Namibia al 91% e in Sudafrica al 73% - tutti Paesi con un'elevata incidenza di HIV.

 

Il primo farmaco salvavita è la volontà politica

«A livello globale, il 45% delle donne sieropositive in gravidanza riceve il trattamento per evitare la trasmissione dell'HIV ai figli, segnando un incremento di quasi il 200% dal 2005», afferma Ann Veneman, Direttore generale dell'UNICEF. «La sfida è di aumentare gradualmente le cure in Stati come la Nigeria, in cui si trova il 15% del totale delle donne in gravidanza sieropositive nel mondo».


Attualmente solo il 10% delle donne nigeriane ha effettuato il test per l'HIV, mentre il 90% delle donne in gravidanza affette da HIV non hanno ancora accesso alla terapia antiretrovirale.                        

 

Il legame tra povertà, salute materno-infantile e HIV rimane forte. Tuttavia i risultati sono evidenti laddove i governi hanno assunto seri impegni per affrontare il problema e dove la disponibilità di test e farmaci è stata inserita nei programmi di salute materna e infantile. I progressi saranno poi ancora maggiori se saranno affrontate le concause dell’HIV/AIDS, come la povertà, la disuguaglianza di genere o la violenza sessuale.

 

Sconfiggere l'AIDS pediatrico è possibile

«Non possiamo permetterci di abbassare la guardia» sottolinea Margaret Chan, Direttore generale dell'OMS. «In molti paesi ad alto reddito il problema dell’HIV pediatrico è stato praticamente eliminato. Dunque, questa è un'impresa possibile. L’OMS ha formulato nuove raccomandazioni in materia di prevenzione della trasmissione da madre a figlio che offrono un'importante opportunità per migliorare notevolmente la salute delle madri e dei bambini nei paesi a basso reddito».

I farmaci pediatrici per i bambini sieropositivi, nonostante siano stati prodotti in ritardo rispetto a quelli per gli adulti, sono aumentati fino a raggiungere il 38% della copertura totale, segnando un miglioramento di quasi il 40% in un solo anno.

Dati recenti indicano che la diagnosi nella fase neonatale (nei primi due mesi di vita), e un inizio precoce della terapia anti-retrovirale (ARV) può portare a una significativa riduzione della mortalità infantile. I dati mostrano tuttavia che, nel mondo, solo il 15% dei bambini nati da madri sieropositive vengono sottoposti al test nei primi due mesi di vita.

 

«Per aumentare i test  per l’HIV per mamme e bambini abbiamo bisogno di affrontare ostacoli sociali come la violenza, la stigmatizzazione e la discriminazione, e di rafforzare i sistemi sanitari» ribadisce Thoraya Ahmed Obaid, Direttore generale dell’UNFPA. «Attraverso la fornitura di servizi integrati per l’assistenza sanitaria materna e neonatale, attraverso la pianificazione familiare, i test per l’HIV,  la consulenza e la terapia, siamo in grado di migliorare e salvare la vita di milioni di donne e bambini».

 

La situazione dei bambini resi orfani dall'AIDS continua a essere un motivo di grande preoccupazione. Solo una famiglia su otto, tra quelle in cui vi sono bambini orfani o a rischio per causa dell'AIDS - riceve cure mediche, assistenza finanziaria o sussidi per l’istruzione. 

 

«I bambini hanno il diritto di nascere liberi dall’HIV»  conclude Michel Sidibé, Direttore generale dell’UNAIDS. «Nessun costo è troppo elevato per salvare le vite di madri e bambini. Possiamo raggiungere questo obiettivo la lotta contro l'AIDS passerà per il potenziamento dei servizi di base per la salute delle madri e dei bambini».



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