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Nutrizione

Malnutrizione da benessere: niente latte materno per un neonato su cinque nei paesi ricchi

Il gesto della senatrice australiana Larissa Waters (giugno 2017) ha destato l'attenzione dell'opinione pubblica sull'importanza di permettere l'allattamento al seno anche nei luoghi della politica
Il gesto della senatrice australiana Larissa Waters (giugno 2017) ha destato l'attenzione dell'opinione pubblica sull'importanza di permettere l'allattamento al seno anche nei luoghi della politica
10 maggio 2018 - Secondo il nuovo studio "Breastfeeding. A Mother's Gift for Every Child" ( Allattamento al seno: un regalo da mamma, per ogni bambino) lanciato oggi dall'UNICEF, circa 7,6 milioni di bambini ogni anno non vengono regolarmente allattati al seno.- un fenomeno diffuso soprattutto nei paesi industrializzati.
 
Sebbene il latte materno protegga i bambini e le madri da malattie anche letali e contribuisca a raggiungere un QI più alto e risultati scolastici migliori, circa il 21% dei bambini nei paesi ad alto reddito non sono mai stati allattati, mentre in quelli a basso e medio reddito questo tasso è del 4%.
 
Secondo le statistiche pubblicate nello studio i bambini hanno maggiori probabilità di essere allattati almeno sono quelli che vivono in Paesi in via di sviluppo quali Bhutan (99%), Madagascar (99%) o Perù (99%), ben più di quanto avvenga per quelli che nascono in paesi ad alto reddito come Irlanda (55%), Stati Uniti (74%) o Spagna (77%). Nei soli Stati Uniti vive quasi un terzo dei 2,6 milioni di nuovi nati che non vengono mai allattati al seno nei paesi ad alto reddito.

In Italia il tasso di allattamento al seno è dell’86%, in Germania dell’82% e nel Regno Unito dell'81%. Ben più alti sono i tassi negli Stati del Nord Europa, come Finlandia (92%), Norvegia (95%) e Svezia (98%). 
 
«L’allattamento è il miglior regalo che una madre, ricca o povera, possa fare al suo bambino e a se stessa» spiega Shahida Azfar, vicedirettrice ad interim dell’UNICEF. «Celebrando la Festa della Mamma, dobbiamo sforzarci di offrire a tutte le mamme del mondo il sostegno di cui esse hanno bisogno per poter allattare».

 

La paradossale asimmetria tra allattamento e reddito

I dati dimostrano che nei paesi a basso e medio reddito le disparità economiche influenzano la lunghezza del periodo dell'allattamento al seno..
 
Le mamme appartenenti alle fasce sociali meno abbienti allattano i loro bambini fino a 2 anni di età, circa una volta e mezza più a lungo rispetto alle mamme benestanti.

Queste disparità sono più diffuse in Africa occidentale e centrale e in America Latina, dove i bambini delle famiglie più povere hanno tassi di allattamento fino a 2 anni circa doppi rispetto a quelli delle famiglie più facoltose.
 
«Sapevamo già che nei paesi poveri è meno probabile che le donne benestanti allattino. Paradossalmente, il fenomeno a cui assistiamo è che nei paesi ricchi sono le donne povere ad avere meno tendenza ad allattare» spiega ancora Shahida Azfar.

«Queste disparità nell'allattamento rispetto ai livelli di reddito indicano che tutti gli Stati, a prescindere dal loro livello di benessere, non stanno informando e agevolando abbastanza ogni madre in grado di poter allattare i suoi figli.»

Le situazioni variano molto di paese in paese, in base a fattori differenti. Ad esempio, in India e nel Vietnam i governi hanno varato politiche molto incisive per proteggere e promuovere l’allattamento, mentre nel Turkmenistan, in Nuova Zelanda o in Sri Lanka è particolarmente elevato il numero di donne che partoriscono in ospedali "Amici dei bambini" - il programma globale di UNICEF e OMS che certifica le strutture sanitarie di eccellenza per la promozione dell'allattamento al seno.
   
 

"Ogni bambino è VITA"

Attraverso la sua campagna globale di lotta alla mortalità neonatale Every Child ALIVE (in Italia: "Ogni bambino è VITA") l’UNICEF chiede ai governi, al settore privato e alla società civile di:

  • incrementare gli investimenti e la sensibilizzazione fializzati a far aumentare i tassi di allattamento al seno, dalla nascita fino a due anni
  • approvare quadri legislativi coraggiosi per regolare la vendita di latte artificiale e altri sostituti del latte materno, biberon e tettarelle
  • Garantire congedi familiari retribuiti e attuare politiche favorevoli all'allattamento nei posti di lavoro
  • applicare i “10 Passi per l'Allattamento” delineati da UNICEF e OMS per le strutture sanitarie, garantendo l'accesso al latte materno anche ai neonati malati
  • garantire che tutte le mamme ricevano supporto e consulenza di qualità per l'allattamento, nei puni nascita e per tutta la prima settimana dopo il parto
  • rafforzare i legami tra strutture sanitarie e comunità locali, per far sì che le mamme ricevano sostegno continuativo per l'allattamento
  • migliorare i sistemi di monitoraggio per tracciare i miglioramenti nelle politiche, nei programmi e nelle pratiche per l'allattamento.

Nel giorno della Festa della Mamma, celebrata in oltre 128 Stati nel mese di maggio, la campagna "Ogni bambino è VITA" celebra le madri e i loro figli e il loro diritto ad essere aiutati durante la gravidanza, il parto e la nascita.
 
Per celebrare la ricorrenza (il prossimo 13 maggio l’UNICEF Italia ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi a sostegno di progetti prenatali e postnatali in 10 paesi – Bangladesh, Etiopia, Guinea Bissau, India, Indonesia, Malawi, Mali, Nigeria, Pakistan e Tanzania – dove la povertà estrema causa gravi carenze nelle infrastrutture mediche e la mortalità per cause neonatali è tra le più alte al mondo. 


 
 
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"Rapporto UNICEF "Breastfeeding. A Mother's Gift for Every Child""

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