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I bambini in Siria continuano a pagare il prezzo più pesante di una guerra che non li riguarda

Un bambino ferito cammina con le stampelle verso la zona di evacuazione di Hamuriesh. Siria - © UNICEF/UN0185403/Sanadiki
11 giugno 2018 – Secondo le notizie che l'UNICEF ha ricevuto, almeno 13 bambini sarebbero stati uccisi nei giorni scorsi in Siria.
 
Un attacco avrebbe colpito il villaggio di Zardana, nel governatorato nordoccidentale di Idlib, uccidendo 9 bambini.
 
A Idlib vivono circa 1 milione di bambini, molti dei quali sfollati da altre parti del paese. Senza altri posti in cui andare, le famiglie hanno cercato rifugio in accampamenti collettivi e scuole.
 
Sembra siano stati uccisi altri quattro bambini durante le violenze nei due villaggi assediati di Foua e Kafraya – anche questi nel governatorato di Idlib. Intanto, anche nella città di Bou Kamal, al confine con l'Iraq, si sono verificate forti violenze.
 
Tutto ciò ci ricorda tristemente che la guerra sui bambini in Siria è ancora lontana dalla fine. Il principio fondamentale della protezione dei bambini, sempre e ovunque, è ancora un sogno irraggiungibile per fin troppe famiglie.
 
I sette anni passati di guerra in Siria hanno dimostrato che la violenza genera solo maggiore violenza, odio e vendetta – e un'ulteriore frammentazione di una società già a pezzi.
 
Dal 2011, quando è cominciato il conflitto, circa 6 milioni di bambini sono stati costretti a lasciare le proprie case.
 
Non ci sono vincitori in nessuna guerra sui bambini. Tutti perdono, e la sconfitta maggiore è per i bambini e il futuro della Siria.
 
 
Dichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore regionale dell'UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa