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Bambini sperduti

Patto globale sulle migrazioni, conclusi i negoziati tra i governi

Niger - un centro di transito per i i migranti che vengono respinti dall'Algeria -  © UNICEF/UN0209663/Gilbertson VII Photo
Niger - un centro di transito per i i migranti che vengono respinti dall'Algeria - © UNICEF/UN0209663/Gilbertson VII Photo
13 luglio 2018 - «La conclusione dei negoziati intergovernativi sul Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration (GCM) - il patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare rappresenta un grande risultato per i bambini. 
 
Questo patto contribuirà a gestire in modo più efficace la risposta globale alle migrazioni internazionali e ad affrontare le sfide che quasi 50 milioni di bambini in transito in tutto il mondo si trovano ad affrontare.
 
Il Global Compact sostiene il principio del "superiore interesse del bambino" e sottolinea l'importanza di proteggere l'unità delle famiglie. 

Esso dovrebbe contribuire a dotare gli Stati membri di strumenti per prevenire la morte dei minorenni migranti, proteggerli da abusi e sfruttamento, evitare il trauma della separazione familiare, della detenzione o dell'allontanamento forzato, e massimizzare gli effetti positivi che la migrazione ha per i bambini.
 
L'UNICEF attende con interesse l'adozione formale del Global Compact che avverrà a dicembre a Marrakech (Marocco), ed si conferma pronto a collaborare con gli Stati membri, con le altre agenzie delle Nazioni Unite, con le autorità locali, la società civile e le organizzazioni religiose per tradurre in pratica il patto, a beneficio di tutti i minorenni coinvolti nelle migrazioni.
 
Altrettanto importante è il fatto che sfrutteremo l'energia, le idee e le esperienze uniche dei bambini e dei giovani per garantire il rispetto dei loro diritti e il loro pieno coinvolgimento nell'attuazione del Global Compact.
 
Durante tutto questo percorso, il lavoro dell'UNICEF continuerà a essere orientato a comprendere e ad affrontare le cause profonde del fenomeno migratorio.»

(Dichiarazione del Direttore dell'UNICEF Henrietta Fore)