Diario dei ragazzi da Copenaghen / 5
I giovani delegati UNICEF al vertice di Copenaghen raccontano in un diario a quattro mani la loro esperienza internazionale
1 dicembre 2009
Oggi era il primo giorno di feste natalizie nella tradizione danese, ci siamo ritrovati circondati da addobbi natalizi e da bambini con il cappellino di Babbo Natale. Festeggiare così in anticipo il Natale è stata una cosa nuova e strana.
Stamattina abbiamo visitato la scuola danese di ieri (che stasera ci ha offerto un divertente giro turistico della città).
Qui è tutto diverso, gli insegnanti stimolano l’immaginazione dei bambini spronandoli ad inventare e a creare.
Ad esempio un bambino di sei anni durante la visita ci ha fatto vedere il suo progetto di “ingegneria”, ovvero l’invenzione di una macchina che trasforma i sassi in energia.
Gli insegnanti assecondavano il bimbo proprio perché qui si crede molto nella creatività, e si crede che nelle loro idee ci possano essere spunti per migliorare il futuro.
Oggi pomeriggio è volato tra le varie sessioni di formazioni, noi abbiamo seguito quella inerente alla creazione di un progetto.
Ci hanno insegnato come agire se vogliamo migliorare le condizioni climatiche nella nostra nazione. Grazie a questo ora sappiamo come trasmettere agli altri la nostra idee e abbiamo capito che l’unione fa la forza e noi ragazzi italiani dobbiamo essere uniti.
Per tutto ciò siamo grati a Lorenzo Casullo, un facilitatore italiano che lavora su incarico dell’UNICEF internazionale. Lui ci è stato vicino e ha colmato le nostre lacune linguistiche permettendoci di partecipare e di far ascoltare maggiormente la voce di noi ragazzi italiani...
A domani…
Leggi la sesta parte del diario