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Basilicata

Con la scuola primaria e dell’infanzia di Balvano una giornata di educazione emotiva

  Mario Coviello e Paola Marotta con la quarta e la quinta della scuola primaria di Balvano
Mario Coviello e Paola Marotta con la quarta e la quinta della scuola primaria di Balvano

4 dicembre 2018 - È fondamentale l’alfabetizzazione emotiva per prevenire i dilaganti malesseri causati dall’analfabetismo emozionale. Albert Einstein ha scritto “Si impara davvero qualcosa attraverso le emozioni. Tutto il resto è informazione”. Le emozioni costituiscono la prima e diretta esperienza che i bambini fanno del mondo e delle relazioni con le persone che li circondano, dal primo vagito alla suzione del latte materno. Emozione è tirare fuori tutto quello che si ha dentro, è quella libertà di espressione del fanciullo di cui all’art. 13 della Convenzione Internazionale dei diritti del bambino, che si manifesta anche nella libertà di ricercare il proprio sé e la propria strada. In questo fondamentale è l’educazione: “[…] l’educazione deve tendere a promuovere lo sviluppo della personalità del fanciullo, dei suoi talenti, delle sue attitudini mentali e fisiche, in tutto l’arco delle sue potenzialità” (dall’art. 29 lettera a, Convenzione di New York).

Per questi motivi, come presidente del Comitato Provinciale Unicef di Potenza, continuo il mio viaggio nelle scuole della Basilicata e con la proposta Scuola Amica Unicef “Non perdiamoci di vista” dalle 9,30 alle 16,00 il 3 dicembre, ho incontrato gli alunni della scuola primaria e dell’infanzia di Balvano. Mi aspettano le docenti Anna Ferrara, responsabile della scuola primaria e Barbara Maimone per la scuola dell’infanzia. Con loro il dirigente scolastico Lorenzo Rispoli che mi ha accompagnato anche alla scuola dell’infanzia.   

Nel primo dei quattro incontri programmati ho incontrato gli alunni di quarta e quinta con le docenti Ferrara e Paola Marotta. In cerchio, prendendoci per mano ci siamo presentati, abbiamo raccontato di noi, quello che ci piace e non ci piace, la nostra famiglia, i genitori, i fratelli e le sorelle, gli amici, i sogni, le attese. E ancora la scuola, i compiti, lo sport, cosa vorremmo cambiare del nostro corpo.

Con la seconda e la terza sono in cerchio le insegnanti Maria Morriello, Rosa Caccavo, Maria Caggiano e Ilaria De Bonis. Attenti, concentrati, disponibili i piccoli si sono presentati con sincerità e immediatezza, guardandosi negli occhi come avevo raccomandato e senza interrompere i compagni. Hanno rivelato l’amore per i genitori e i nonni, affettuosi quasi tutti, ed esigenti, il grande valore dell’amicizia con i compagni che non “devono tradire i segreti”, un rapporto da migliorare tra maschi e femmine.

Alle 12,00 pausa pranzo alla scuola dell’infanzia con i più piccoli. Pasta e lenticchie, il panino con il prosciutto cotto, il purè e l’insalata e la banana. Angela Policastro ha preparato una torta rustica e il dolce tipico del suo paese. Barbara Maimone il limoncello della costiera amalfitana. E per finire un buon caffè. I piccoli hanno mangiato tutto molto concentrati ed educati. 

E già dalle 12,30 prima con i più grandi e poi con i più piccoli è cominciato il viaggio nel cerchio magico per parlare delle coccole di papà e mamma, della paura del buio, dei ragni e degli insetti. E poi la storia della pigotta, la bambola di pezza dell’Unicef, del tucano e della rana rossa che esplorano la foresta e scoprono di essere diversi, ma anche che la loro diversità diventa ricchezza. E il viaggio del principe scortese che si è perso nel bosco e che solo quando impara a dire per favore, scusa e grazie ritrova la strada del suo castello.

Alle 15,00 puntuali arrivano le mamme. Con filmati sull’empatia e il bullismo illustro la proposta dell’Unicef. Mi ascoltano attente e si impegnano con le docenti a creare cinque pigotte per salvare con cibo e medicine la vita di bambini poveri. Ci diamo appuntamento per la fine di gennaio per la presentazione della “Guida per i genitori all’uso di internet” che è compresa in “Non perdiamoci di vista”. Insisto sulla necessità della loro collaborazione per ottener buoni risultati nel percorso di crescita che ha avuto inizio in questa giornata.

Lo scrittore svizzero Robert Walser ha scritto “I bambini sono degli artisti nell’approfittare di ogni occasione per essere felici”. Creiamo per loro queste occasioni, ce ne saranno grati per sempre.



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