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I 'magnifici quattro' delegati italiani al Children's Climate Forum di Copenaghen esausti ma felici al termine della loro fatica...  Ottavo giorno a Copenaghen
I 'magnifici quattro' delegati italiani al Children's Climate Forum di Copenaghen esausti ma felici al termine della loro fatica... Ottavo giorno a Copenaghen Unicef Italia

Diario dei ragazzi da Copenaghen / 8

I giovani delegati italiani al Copenaghen Children's Forum sul clima raccontano in un diario la loro prima esperienza internazionale
4 dicembre 2009

Stiamo al bar dell’aeroporto ed ormai abbiamo la consapevolezza che questa splendida avventura è terminata. D’altra parte ciò non ci scoraggia perché sappiamo benissimo che questa fine è per noi, Delegazione italiana a Copenaghen 2009, uno splendido inizio, l’inizio di una collaborazione mondiale di noi ragazzi…

È l’inizio di un confronto interculturale, di un percorso da gestire insieme. Insieme per risolvere un grande problema, insieme per decidere ora del nostro futuro. Insieme perché, come abbiamo appreso in questi giorni, si può essere degli ottimi leader solo se si crede negli altri e si chiede aiuto agi altri.

L’aeroporto oggi è invaso dalle delegazioni, tutti ancora a ridere e scherzare, nonostante il dispiacere per la partenza e la grande stanchezza dovuta al party di ieri sera al City Hall. A proposito di ieri, che giornata che abbiamo dovuto passare. Quante emozioni, quanti impegni e quanto divertimento.

Ieri mattina, tutti stranamente puntuali (ogni riferimento è puramente casuale), abbiamo iniziato con la prova della mitica canzone “It’s my world” [l'inno del Forum] e poi tutti alle sessioni di formazione, perché qui a Copenhagen funziona così: appena ci si sta per divertire, tutto deve essere riportato al rigore, non a caso per tutta la confusione che creavamo tutti sapevano che eravamo italiani.

E così alle prese con la nostra “interprete”, se così si può chiamare, abbiamo creato insieme ai nostri gruppi di lavoro i documenti da inviare al COP-15, il gruppo di noi ragazzi che si occupava della stesura finale della dichiarazione da leggere ai governi.

Il pomeriggio finalmente un po’ di libertà, siamo andate in albergo a preparare le valigie e a cambiarci per la cerimonia finale.

Ed è lì che ci siamo divertite tantissimo a truccare e passare la piastra alle nostre coinquiline indonesiane: Amilia, Dina, Aima. Che strano sentire che loro, diciassettenni, erano così emozionate perché per loro era il primo make up, infatti continuavano a dire: “soft,soft”.

 

Una danza di culture

La cerimonia è stata molto rigorosa ed emozionante, ma la cosa più bella è stata la cena con l’esibizione di tante culture diverse: balletti e musiche russe, danze haitiane, rap americano, balli indiani e drammatizzazione by Bangladesh.

È stata un’emozione assurda perché eravamo tutti lì, nella stessa stanza, e insieme a noi c’erano le nostre abitudini, la nostra storia, la nostra identità nazionale ed eravamo lì ed era come poter avere il mondo in una stanza.

Noi ragazzi di tutto il mondo uniti in un’unica voce, in una danza di etnie. E li in quella stanza c’erano le idee di noi ragazzi ora riportate sul documento finale, sul grido che noi vogliamo rivolgere ai governi!!!

Siamo il presente, prima ancora che il futuro, e questa conferenza è stata la nostra possibilità di confronto e partecipazione.

Noi delegazione italiana 2009 ringraziamo per la grande possibilità data dall’UNICEF Italia perché grazie a questa conferenza noi ragazzi abbiamo visto quante possibilità abbiamo e quante persone credono in noi.

Le emozioni vissute sono state uniche e le emozioni che vivremo saranno migliori e ancora più forti. Questo è il nostro inizio… (fine del diario)



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