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i bambini

Il Brasile è una Repubblica federale.
Resosi indipendente nel 1822 dal Portogallo, di cui faceva parte con il nome di Impero del Brasile, nel 1889 è diventato una repubblica in seguito ad una rivolta militare.
Dopo un decennio di governi della sinistra populista, nel 1964, è stata instaurata una dittatura militare durata fino al 1985; anno del ritorno alla democrazia.
Nel 1988 è stata emanata una nuova Costituzione nella quale è stato confermato l'ordinamento federale.
Il Brasile ha un territorio molto esteso ed è composto da 26 stati e dal distretto federale di Brasilia.
Con una popolazione stimata di 170 milioni di abitanti, il Brasile è il paese più popoloso dell'America Latina ed il sesto a livello mondiale.
Negli ultimi anni è stato al centro del dibattito politico internazionale in seguito all'elezione a Presidente della Repubblica di Lula Ignazio da Silva, la cui vittoria è dovuta al sostegno dai ceti meno abbienti ai quali, Lula, ha promesso un miglioramento delle condizioni di vita attraverso una serie di iniziative politiche rivolte a diminuire la sperequazione tra ricchi e poveri esistente nel Paese.
Nel paese 54 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà.
Il tasso di mortalità infantile è diminuito scendendo a 32 per ogni 1.000 nati vivi, ma rimane sproporzionato rispetto alle capacità nazionali ed alla tecnologia disponibile nel Paese.
La mortalità materna continua a rappresentare un problema, seppur la sua incidenza possa solo riferirsi al fato, visto che il 96% dei parti avvengono in ospedale.
Le cure pre-natali sono valutate come di bassa qualità, e c'è una profonda ineguaglianza nella possibilità di accesso dei differenti segmenti della popolazione e delle diverse regioni del Paese a cure sanitarie adeguate.
La lotta contro l'HIV/AIDS richiede particolare attenzione ai bambini ed agli adolescenti.
Con un tasso di iscrizione alla scuola primaria al 98%, il cambiamento al quale si deve puntare è il miglioramento della qualità dell'istruzione: 1,1 milioni di bambini ed adolescenti tra i 12 ed i 17 anni non sanno ancora leggere e scrivere; mentre l'11% dei bambini devono ancora completare il ciclo di istruzione primaria a 15 anni.
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