
uniti per
i bambini

12 maggio 2009 - Dopo ulteriori uccisioni e ferimenti di bambini nelle ultime 48 ore, l'UNICEF ha oggi denunciato il disastroso impatto del conflitto dello Sri Lanka sui bambini.
«Con 50.000 civili che si stima siano intrappolati nello spazio di pochi chilometri quadrati, temiamo che molti altri bambini saranno uccisi se l'offensiva del governo attuale proseguirà e se lo LTTE [l'esercito delle Tigri Tamil] si rifiuterà di consentire ai civili di lasciare la zona di conflitto» ha dichiarato Daniel Toole, Direttore regionale UNICEF per l'Asia meridionale.
Dall'inizio dell'anno, migliaia di civili tra cui molti bambini sono stati uccisi o feriti in questo conflitto.

Il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon ha chiarito che il mondo sta monitorando con attenzione questa crisi.
«L'ultima ondata di combattimenti è una catastrofe per i bambini e dimostra un completo disinteresse per le fasce più vulnerabili della popolazione civile» ha affermato Toole.
L'UNICEF ha rinnovato l'invito al governo dello Sri Lanka a limitare al minimo possibile le azioni militari, per garantire la protezione dei civili, e allo LTTE a consentire immediatamente ai civili di abbandonare il terreno di battaglia.
Ann Veneman, Direttore Esecutivo dell'UNICEF, ha dichiarato:
«Migliaia di bambini restano intrappolati dal conflitto in corso in Sri Lanka, mettendo la loro vita a grave rischio.
E 'inaccettabile che i bambini continuino ad essere le vittime innocenti del conflitto in corso.
Ai bambini colpiti dal conflitto manca un adeguato accesso ai farmaci, all'acqua e al cibo. Il sicuro accesso umanitario a questi bambini è fondamentale per il loro benessere.
I civili dovrebbero essere autorizzati ad allontanarsi dalla zona di conflitto per motivi di sicurezza e dovrebbe essere attuata da entrambe le parti la massima moderazione, tra cui il non utilizzo di armi pesanti in aree densamente popolate.
L'UNICEF si unisce al Segretario Generale delle Nazioni Unite nel chiedere a entrambe le parti di rispettare i loro obblighi, in linea con il diritto umanitario internazionale».
L'UNICEF considera allarmanti le condizioni di vita all'interno della zona di conflitto, dove la mancanza di medicinali, cibo e acqua potabile aggrava le sofferenze della popolazione intrappolata.
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