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Bangladesh

Progetto "Proteggere i bambini lavoratori e di strada"

Progetto "Proteggere i bambini lavoratori e di strada"

Risultati conseguiti (2014) 

Lo sfruttamento economico dei minori è uno dei problemi sociali più gravi del Bangladesh, paese estremamente povero (il 43,3% della popolazione sopravvive con meno di 1 dollaro al giorno) e con un debole sistema di monitoraggio e tutela dei diritti dell'infanzia. 

In Bagladesh vivono  circa 56 milioni di bambini, molti dei quali sono impossibilitati a frequentare la scuola, perchè devono lavorare per contribuire al reddito familiare. 

Grazie alle donazioni ricevute, nel 2014 l'UNICEF Italia ha potuto trasferire 156.000 euro  all'UNICEF Bangladesh e nel corso del 2015 ulteriori  189.000 euro. I fondi sono stati indirizzati a sostegno del progetto "Proteggere i bambini lavoratori e di strada" .Tali fondi hanno finanziato importanti attività di prevenzione e tutela per i bambini lavoratori e per quelli che vivono in strada, offrendo loro servizi sociali di base e migliori condizioni di vita.

In particolare, grazie a questi fondi, nel solo 2014:

  • 14.000 bambini sono stati accolti in 6 Centri per bambini di strada, strutture che accolgono i bambini privi di cure parentali o vittime di abuso
  • 36.884 bambini hanno usufruito in 45 "Child-Friendly Spaces" (Spazi a misura di bambino), luoghi di incontro, formazione, assistenza psicosociale e attività socio-ricreative
  • 1.404 bambini di strada hanno potuto frequentare le "Scuole all’aperto", strutture educative e di orientamento ideate per venire incontro alle loro specifiche esigenze 
  • 13.835 ragazzi hanno beneficiato di sussidi economici forniti dal Governo bengalese e dall'UNICEF per sviluppare progetti di crescita personale e professionale
  • sono stati formati  134 nuovi operatori sociali
  • l'UNICEF ha sostenuto a Dacca (capitale del Bangladesh) un Numero verde attivo 24 h. su 24, dotato anche di un team mobile di intervento, per gestire casi di abuso o di particolare bisogno da parte di minori particolarmente vulnerabili.