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Congo, Repubblica Democratica

Progetto "Bambini di strada"

Progetto "Bambini di strada"

Nella Repubblica Democratica del Congo si consuma nel silenzio una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, con la guerra civile che ha causato, dal 1998 a oggi, oltre 4milioni di morti. Decenni di dittatura e sfruttamento indiscriminato delle risorse hanno ridotto le istituzioni allo sfacelo: lo Stato non è in grado di provvedere ai servizi sociali; molte famiglie sono sfollate verso le città, e in particolare verso la capitale Kinshasa, che oggi ospita oltre 10 milioni di persone in quartieri disastrati. Povertà e conseguenze del conflitto hanno condotto a una crescita esponenziale dei bambini di strada: agli orfani di guerra e ai bambini ex soldato se ne aggiungono ogni giorno altri, anche piccolissimi, cacciati da famiglie non in grado di sfamarli, mentre sempre più drammatico diviene il fenomeno dei bambini accusati di stregoneria, sotto l’influsso di predicatori ed esorcisti che proliferano nelle baraccopoli. Spaventose le violenze che i bambini subiscono in strada durante le retate della polizia e, sempre più spesso, dalle stesse comunità locali che, esasperate dalla miseria, vedono nei bambini di strada un mero fenomeno criminale. Nella sola capitale l’UNICEF stima vi siano più di 13.800 shegué, bambini e bambine di strada che sopravvivono di lavoretti nei mercati, elemosina e piccoli furti, ma spesso anche di prostituzione, attività illegali e altri espedienti. 

Cosa fa l’UNICEF 

Per affrontare su scala nazionale il dramma degli shegué e degli altri bambini a rischio – come i bambini accusati di stregoneria, i bambini con problemi giudiziari, le vittime della prostituzione minorile o del lavoro in miniera, i bambini che vivono nelle aree di guerra – l’UNICEF adotta una strategia volta da un lato a potenziare le capacità d’azione delle istituzioni e dall’altro a fornire assistenza diretta ai bambini vulnerabili. Mediante il lavoro con i ministeri degli Affari sociali, della Famiglia, della Giustizia e degli Interni il progetto mira all’adozione di un Codice di protezione dell’infanzia, all’elaborazione di Linee guida nazionali sui bambini separati dai genitori e di un piano d’azione contro le violenze su donne e bambini, garantendo formazione e aggiornamento al personale delle istituzioni, della magistratura e della polizia. Attraverso il sostegno alle Ong partner locali, che gestiscono centri d’accoglienza temporanea e forniscono assistenza direttamente in strada ai bambini, grazie a una rete di educatori sociali e a unità mobili notturne, l’UNICEF mira al ricongiungimento familiare dei bambini abbandonati. Il compito dei centri d’accoglienza temporanea, che non si riducono mai a orfanotrofi, è garantire una prima assistenza medica e psicosociale ai bambini che vi sono accompagnati dagli educatori di strada. Per i più piccoli sono previsti corsi di recupero scolastico, per i più grandi corsi di formazione lavoro per il reinserimento economico sociale. Ma soprattutto i centri conducono attività di ricerca delle famiglie dei bambini, per poi avviarne il graduale reinserimento attraverso un delicato lavoro di mediazione familiare e di sensibilizzazione comunitaria. Quando necessario, si ricorre anche a famiglie affidatarie e case famiglia, quale misura transitoria e funzionale a dimostrare ai genitori naturali l’avvenuto recupero del bambino e la sua capacità di ritornare in famiglia. L’UNICEF fornisce sostegno economico, aiuti di base, attrezzature e formazione alle Ong partner impegnate – tramite i centri d’accoglienza, l’assistenza in strada e le altre attività di sostegno realizzate a Kinshasa come in altre città del paese – nella protezione e nel ricongiungimento familiare dei bambini di strada e di quelli sfruttati nelle miniere o vittime della prostituzione minorile.

costi del progetto (in €)

Costi per tre anni (in €) 

Settori di intervento Fondi necessari
Formazione degli assistenti sociali statali e comunitari 342.782
Sostegno ai centri per bambini sfruttati 256.000
Assistenza ai bambini sfruttati (bambini che lavorano in miniera, bambini coinvolti nella prostituzione) 320.000
Potenziamento delle strutture giuridiche per la protezione dell'infanzia  128.000
Costi del personale impiegato nei progetti 192.000
TOTALE  1.238.782