Haiti, dopo il terremoto è il momento dei ricongiungimenti familiari
Questa bambina ferita è rimasta isolata dai genitori. Mentre procedono le ricerche è ospite presso un ospedale da campo in attesa di essere inserita in una casa-famiglia di Port-au-Prince - -
Il terremoto che ha colpito Haiti una settimana fa ha lasciato migliaia di bambini orfani, smarriti o separati dai loro familiari, esponendoli così al rischio di abusi e sfruttamento.
Anche quando lavora per provvedere ai bisogni più immediati dei bambini sopravvissuti al disastro, l'UNICEF dà sempre la priorità alla protezione di quelli più vulnerabili.
La questione è cruciale, in un paese come Haiti, dove metà della popolazione è composta da minori di 18 anni, e circa il 40% ne ha meno di 14.
«Faremo tutto il possibile per ricongiungere i bambini alle loro famiglie», ha dichiarato il Direttore generale dell'UNICEF Ann Veneman, esprimendo profonda preoccupazione per la situazione dei minori rimasti soli. «Soltanto laddove la riunificazione familiare si rivelasse impossibile, e dopo che sia stata fatta un'adeguata indagine, le autorità competenti dovrebbero prendere in considerazione soluzioni alternative dagli effetti permanenti, come l'adozione.»
L'UNICEF, in collaborazione con il governo haitiano, Save the Children e la Croce Rossa Internazionale, ha avviato il processo di ricongiungimento dei bambini con le loro famiglie o con altri parenti e tutori.
L'UNICEF e le organizzazioni partner stanno inoltre allestendo degli spazi sicuri per i bambini rimasti soli e forniscono cibo e altri aiuti agli orfanotrofi della capitale haitiana, Port-au-Prince.
«Questi bambini si trovano a dover affrontare un rischio maggiore degli altri di malnutrizione e contagio di malattie, traffico di minori, sfruttamento sessuale e traumi psicologici gravi» aggiunge Ann Veneman. «La corsa per garantire loro cibo, medicine, un posto sicuro in cui stare e adeguate misure di assistenza e tutela è appena iniziata.»
Susan Bissell, responsabile UNICEF per la Protezione dell’infanzia, sottolinea l'importanza di affrontare congiuntamente i problemi inerenti la salute fisica dei bambini e il loro stato psicologico e sociale. «Come stanno affrontando il trauma del terremoto? La situazione è spaventosa.»
I trafficanti di esseri umani scelgono le proprie prede tra i soggetti più vulnerabili, «e oggi Haiti è proprio questo, una enorme riserva di bambini estremamente vulnerabili.» Ed è un brutto colpo constatare che il terremoto ha distrutto gran parte delle infrastrutture sociali che altrimenti avrebbero contribuito a proteggere i minori da queste minacce.
Nonostante le tante difficoltà, Susan Bissell è certa che «l'UNICEF saprà trovare un modo, come sempre in queste circostanze, per superare gli ostacoli e garantire la migliore tutela dei minori.»
Il problema della tutela dei giovanissimi superstiti del terremoto di Haiti è stato sollevato anche da altri membri della comunità internazionale, incluso il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia.
In una dichiarazione del 15 gennaio, il Comitato ha sottolineato la particolare vulnerabilità dei bambini in questa crisi, aggiungendo che “sono urgentemente necessarie misure per tutelare i bambini, specialmente quelli separati dalle loro famiglie”.
Il Comitato ha lanciato un appello per intensificare "gli sforzi volti a favorire quanto prima possibile il ritorno dei bambini alla normalità e alla stabilità, per poter ritrovare la speranza per il futuro."
http://www.unicef.it/doc/1019/haiti-dopo-il-terremoto-il-momento-dei-ricongiungimenti-familiari.htm

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