In calo nel mondo la mortalità infantile
Le nuove stime UNICEF parlano chiaro: si abbassa costantemente nel mondo il numero di decessi di bambini tra 0 e 5 anni. Ma ancora un numero intollerabilmente elevato di neonati e bambini (9,2 milioni nel 2007) perdono la vita per malattie che potrebbero essere evitate con un vaccino o con altre misure a basso costo.
Versione testuale del video
Secondo gli ultimi dati UNICEF, oggi il numero di bambini nel mondo che muoiono prima di compiere 5 è in diminuzione.
A livello globale, il numero annuo di decessi infantili è sceso nel 2007 a 9,2 milioni, rispetto ai 12,7 milioni di casi del 1990.
Peter Salama, responsabile per i programmi sanitari dell'UNICEF, attribuisce il calo della mortalità infantile al miglioramento dell'assistenza medica per le madri, alle misure per la prevenzione delle malattie e ai programmi di controllo sanitario.
(parla Peter Salama, responsabile per i programmi sanitari dell'UNICEF):
«Il Botswana fornisce un esempio importante di un paese con un'altissima diffusione dell'HIV, che ha voltato pagina, e in cui la mortalità dei bambini sotto i cinque anni sta cominciando a diminuire»
«Riteniamo che questo successo sia dovuto all'enorme progresso nella diffusione di farmaci antiretrovirali per la cura degli adulti e, ancor più, dei bambini. Inoltre, le campagne per prevenire il contagio madre-figlio dell'HIV hanno raggiunto oltre il 95% delle donne.»
Paesi come Laos, Bangladesh, Nepal e Bolivia hanno fatto i maggiori progressi nella riduzione della mortalità infantile. In questi paesi, la mortalità sotto i 5 anni è diminuita di oltre il 50% rispetto al 1990. Essi sono quindi sulla buona strada per raggiungere l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio n. 4, che si prefigge di ridurre la mortalità infantile di due terzi entro il 2015.
Anche in Africa sono stati compiuti progressi significativi. In Eritrea il tasso di mortalità infantile è diminuito del 52% negli ultimi 17 anni. Nel medesimo periodo, i tassi sono diminuiti del 40% in Malawi, Mozambico, Niger ed Etiopia.
Nonostante questi progressi, il primato di questo triste fenomeno si riscontra ancora in Africa. Quasi metà dei decessi tra i bambini con meno di cinque anni avviene nell'Africa Subsahariana, sebbene in questa regione si registri soltanto il 22% delle nascite.
La Sierra Leone è il paese con il tasso peggiore al mondo: ogni 1.000 bambini nati vivi, 262 muoiono prima del loro quinto compleanno.
Le principali cause della mortalità infantile sono la polmonite, la malaria, l'HIV/AIDS, la diarrea e le malattie prevenibili con un vaccino, come il morbillo.
La denutrizione contribuisce circa un terzo dei 9,2 milioni di decessi sotto i cinque anni.
Per garantire a questi bambini la possibilità di sopravvivere, occorre fare molto di più per soddisfare le esigenze nutrizionali delle donne, dei neonati e dei bambini.
(parla ancora Peter Salama, responsabile per i programmi sanitari dell'UNICEF):
«Una delle difficoltà maggiori è che man mano che si fanno progressi, si incontrano ostacoli più difficili da superare. Se aumenta la copertura dei servizi di base, diventa più difficile e urgente raggiungere quella parte della popolazione esclusa dall'accesso ai servizi.»
Per migliorare ancora, bisogna riservare maggiore attenzione alla salute materna e neonatale, e potenziare i sistemi di promozione della salute nelle zone più vulnerabili del pianeta.
http://www.unicef.it/doc/258/in-calo-nel-mondo-la-mortalita-infantile.htm

Comitato Italiano
per l'UNICEF onlus
Via Palestro 68, 00185 Roma
Numero Verde 800-745.000
Cod. Fis. 015619 205 86
C/C postale 745.000
IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0505 010
email info@unicef.it
www.unicef.it