nei Paesi a basso reddito soffrono e muoiono ogni anno a causa della scarsità di igiene e di acqua potabile.
Tutte le malattie veicolate dall'acqua infetta e dalla mancanza di latrine e fognature potrebbero essere prevenute, come da tempo accade in Occidente, se soltanto la comunità internazionale accettasse di estendere a tutti gli abitanti del pianeta l'elementare diritto all'acqua e all'igiene, e di investire a tal fine i fondi necessari.
I bambini, a causa della fragilità dell'organismo in fase di sviluppo e delle imperfette difese immunitarie, sono di gran lunga i soggetti più vulnerabili di fronte al nemico invisibile rappresentato da virus e batteri.
La sola diarrea - un banale disagio transitorio, per chi ha facile accesso ai farmaci e alle cure pediatriche - uccide ogni anno 1,8 milioni di bambini nel Sud del mondo.
Nelle realtà meno sviluppate, un bambino ha in media 4-5 episodi di dissenteria l'anno, che in mancanza di cure tempestive possono condurre a una disidratazione letale, ma che lasciano comunque tracce a volte indelebili nel fisico.
Ad esempio, ricorrenti crisi diarroiche indeboliscono il sistema immunitario del bambino, esponendolo a un elevato rischio di mortalità per malattie "opportunistiche", come le infezioni dell'apparato respiratorio.
L'acqua infetta e stagnante è anche un mezzo di trasmissione di altre malattie mortali, come il colera, la malaria (in quanto favorisce la proliferazione della zanzara anofele) e infezioni intestinali di origine parassitaria come la schistosomiasi, il tracoma o il verme di Guinea, che affliggono 400 milioni di bambini in età scolare ogni anno.
I parassiti intestinali sottraggono nutrimento all'organismo, aggravando lo stato latente di malnutrizione e rallentando lo sviluppo e le capacità di apprendimento del bambino
Ancora più grave è il pericolo di infezioni che si cela nei luoghi in cui tutta la popolazione di una comunità si reca per defecare o gettare rifiuti organici, quando mancano infrastrutture come gabinetti, fognature e discariche.
Ai danni provocati dagli agenti patogeni naturali si aggiungono, sempre più numerosi, quelli legati all'inquinamento delle sorgenti e dei bacini acquiferi per mano dell'uomo.
Soprattutto in Cina e nel subcontinente indiano, il tumultuoso processo di industrializzazione sta producendo un rapido degrado nella qualità dell'acqua e dell'aria, senza che siano stati predisposti efficaci meccanismi di tutela ambientale.