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Studio ONU sulla violenza contro i bambini - Nella comunità



 
Un gruppo di bambine di un campo profughi di San Salvador
Un gruppo di bambine di un campo profughi di San Salvador - ©OHCHR/Shaheen/1996

Esistono diversi tipi di comunità.
 
La comunità è il luogo dove i bambini vivono, dove incontrano gli altri per praticare sport, per partecipare alle funzioni religiose o per giocare.
 
Ma è anche la strada, dove molti bambini vivono e lavorano. Ed è anche la comunità con cui i bambini entrano in contatto attraverso internet o con il cellulare. In ognuno di questi luoghi i bambini corrono il rischio di subire violenze

  1. Per i bambini che vivono o lavorano in strada il rischio di violenza è legato alla rivalità tra bande o alla pesante repressione delle forze dell'ordine. 


  2. I bambini inoltre rischiano di essere costretti a prestazioni sessuali. I bambini di strada sono anche particolarmente a rischio di cadere vittime del traffico di minori fini dello sfruttamento sessuale o lavorativo. 


  3. I tassi di omicidi tra i ragazzi dai 15 ai 17 anni sono almeno tre volte e mezzo più alti di quelli tra i ragazzi dai 10 ai 14 anni. In molti casi la violenza scaturisce da contrasti personali tra amici e conoscenti, ed è alimentata e strettamente legata al consumo di droghe e di alcol e al possesso di armi


  4. La natura competitiva dello sport può portare al maltrattamento dei bambini laddove genitori, allenatori o altri tentino di plasmare i bambini per spingerli al successo. In diverse circostanze sono stati registrati casi di malnutrizione, di allenamento eccessivo e d'abuso di sostanze dopanti. Nelle competizioni sportive, i bambini possono essere esposti alla violenza commessa sia da altri bambini sia dai loro genitori, fuori e dentro il campo. Si sono verificati inoltre anche casi di abuso sessuale da parte degli allenatori.  All'interno delle comunità religiose, c'è chi ha utilizzato la propria posizione di privilegio quale guida spirituale per abusare sessualmente dei bambini. 


  5. Nella comunità virtuale di Internet, a volte si cerca di incontrare i bambini nelle chat room o nei forum, per adescarli e spingerli a rapporti sessuale. I bambini sono troppo spesso esposti a immagini violente e attirati all'interno di giochi di ruolo e siti web. Il bullismo su Internet è un problema crescente, dal momento che l'anonimato garantito dal web e dai cellulari consente ai prepotenti di agire restando impuniti. 


  6. Anche i bambini rifugiati o sfollati che vivono in comunità temporanee d'accoglienza devono fare i conti con la violenza. Una ricerca condotta in Africa sulla condizione dei rifugiati indica la mancanza di luoghi pubblici sicuri come un ulteriore fattore di rischio. In numerosi campi di accoglienza non esistono edifici sicuri, la legge non viene fatta rispettare, mancano rifugi protetti per le vittime e strumenti per denunciare le violenze e risarcire le vittime.


 Raccomandazioni:



http://www.unicef.it/doc/319/studio-onu-sulla-violenza-contro-i-bambini-nella-comunit.htm

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