Progetto: ''Proteggere i bambini orfani dall'Aids''
Mozambico_AIDS - -
Il primo obiettivo del progetto è identificare gli orfani e consentire loro di accedere ai servizi di assistenza e all’approvvigionamento dei beni primari, tra cui cibo, coperte e zanzariere. L’idea di base è che, attraverso questo sostegno e i programmi d’istruzione e di recupero psico-sociale, le condizioni di vita dei bambini orfani a causa dell’AIDS possano notevolmente migliorare.
In Mozambico l’HIV/AIDS rappresenta un vero e proprio flagello sanitario. Il 16,2% della popolazione nella fasciatra i 15 e i 49 anni è sieropositiva. Il 70% delle persone sieropositive sono di sesso femminile. I bambini che vivono con l’HIV/AIDS sono 92.000 e la prima causa per la quale contraggono il virus è la trasmissione attraverso la madre, durante la gravidanza, il parto o l’allattamento. Senza un trattamento adeguato,circa un terzo delle madri rischia di trasmettere il virus al proprio figlio. Il numero totale degli orfani nel paese è di circa 1,6 milioni, 325.000 di questi hanno perso uno o entrambi i genitori a causa dell’AIDS. I bambini orfani e sieropositivi affrontano molte discriminazioni. Senza qualcuno che li aiuti a crescere e garantisca loro di ricevere cure adeguate, restano spesso esclusi dal sistema scolastico e dai servizi sanitarie di assistenza, rimanendo più esposti, rispetto ai loro coetanei, adabusi e sfruttamento. Questi bambini vivono spesso in alloggi improvvisati, senza la figura di un adulto che possa guidarli. Hanno cibo insufficiente, pochi vestiti, e per loro l’istruzione è solo un sogno.
Cosa fa l'UNICEF
L’UNICEF, che nel 2005 ha lanciato la Campagna mondiale “Uniti per i bambini, Uniti contro l’AIDS”, in Mozambico fornisce assistenza agli orfani, attraverso istruzione e assistenza sanitaria, finanziaria, nutrizionale, psico-sociale e legale (ai fini del rilascio del certificato di nascita). Inoltre l’UNICEF lavora al potenziamento delle capacità dei ministeri coinvolti, in particolare il Ministero delle Donne e degli Affari Sociali, e collabora con le Ong del paese.
Attraverso i programmi di istruzione, si favorisce l’integrazione e la permanenza dei bambini nel sistema della scuola primaria. Il primo punto della strategia messa in atto dall’UNICEF, in collaborazione con le comunità locali, prevede l’identificazione degli orfani per consentire loro di accedere ai servizi di assistenza all’approvvigionamento dei beni primari: cibo, coperte e zanzariere per proteggersi dalla malaria, prima causa di morte nel paese.
L’UNICEF ha così predisposto un pacchetto di emergenza, comprendente generi di prima necessità, tra cui coperte, zanzariere, saponette, pentole, piatti, sostanze per la potabilizzazione dell’acqua, vestiti e contenitori per l’acqua. L’elemento più importante di questo “pacchetto” è sicuramente il cibo: pur non occupandosi per mandato di fornire alimenti, l’UNICEF ha un’eccellente partnership con il Programma Alimentare Mondiale (PAM/WFP), recentemente rafforzata al fine di assicurare che l’alimentazione sia parte integrante di questo progetto. Le famiglie che beneficeranno di questo intervento sono 3.000, identificate in base ad alcuni criteri di necessità, per esempio se il capo-famiglia è un bambino, oppure è malato, o è molto anziano.
Complessivamente saranno 30.000 le persone raggiunte, tra bambini, uomini e donne. Il sostegno alle famiglie attraverso questi generi di prima necessità, insieme ai programmi di istruzione e di recupero psico-sociale, avranno un impatto notevolmente positivo sulla vita dei bambini orfani a causa dell’AIDS.
http://www.unicef.it/doc/467/progetto-proteggere-i-bambini-orfani-dallaids.htm

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