Progetto: ''Proteggere le mamme bambine''
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Nonostante in Sierra Leone il matrimonio infantile sia definito reato per legge, continua a essere comunemente praticato senza venire registrato. L'UNICEF si propone di prevenire i matrimoni infantili e la violenza sessuale, e di fornire assistenza medica alle adolescenti che rimangono incinte, garantendo cure prenatali adeguate per ridurre i rischi associati alle gravidanze precoci.
A sette anni dalla fine della guerra civile, bambini e donne in Sierra Leone continuano a vivere in condizioni precarie, soggetti a varie forme di violenza e privi di servizi medici essenziali. Ogni 100.000 parti muoiono 2.100 madri, la mortalità materna più alta al mondo.
Ci sono miglioramenti in molte aree del paese, ma nelle regioni sud-orientali solo il 12 % dei parti avviene in ospedale e spesso si diventa madri a 12-15 anni, con rischi gravissimi per mamme e neonati; la rete dei servizi medici è limitatissima. Le bambine sono particolarmente a rischio: il 31% delle donne nelle aree rurali si sposa prima dei 15 anni, il 68% prima dei 18; circa il 40% partorisce prima dei 18 anni. I casi di abusi sessuali su bambine sono molto diffusi. La morte da parto è solo una delle possibili conseguenze di gravidanze premature: per ogni ragazza che muore, altre 30 si troveranno a convivere con disabilità, infezioni, dolori cronici, fistole, incontinenza. Inoltre, secondo leggi locali emanate dai capi tradizionali, le ragazze che rimangono incinte sono costrette ad abbandonare la scuola e soltanto poche riescono a farvi ritorno.
Cosa fa l’UNICEF
Le regioni sud-orientali della Sierra Leone sono state beneficiarie di programmi sostenuti dall’UNICEF Italia: dopo i primi interventi nell’area di Kenema, ora si opera nei distretti di Kono e Pujehun. A Kono è stata costruita una maternità pilota, attrezzata per le emergenze; a Pujehun si sta costruendo, sempre con fondi di donatori italiani, un altro reparto per le emergenze ostetriche. Queste strutture saranno partner fondamentali per la riuscita degli interventi UNICEF per le madri- bambine: da un lato la prevenzione dei matrimoni infantili e della violenza sessuale, dall'altro l’assistenza medica alle adolescenti che rimangono incinte.
Interventi di prevenzione
Nel quadro del programma più ampio che l'UNICEF porta avanti col ministero della Previdenza sociale, del genere e dell'infanzia, per la tutela di tutti i bambini contro ogni forma di abuso, si lavorerà con le comunità locali per contrastare violenze e abusi sessuali e prevenire gravidanze precoci: nonostante il matrimonio infantile sia definito reato dal Child Rights Act del 2007, continua a essere comunemente praticato senza venire registrato. È importante convincere i capi tradizionali, che detengono il potere di emanare leggi locali, perché vietino il matrimonio infantile. Infermieri e personale medico riceveranno una formazione specifica per sensibilizzare le comunità sui rischi delle gravidanze adolescenziali. Per prevenire l'abuso sessuale, diffuso non solo sotto forma di stupro, ma anche di abuso da parte di persone di potere (insegnanti che chiedono rapporti sessuali in cambio di buoni voti; capi comunità) o come mezzo di sopravvivenza (rapporti sessuali in cambio di cibo), l’UNICEF promuoverà campagne per informare, sensibilizzare e formare comunità, insegnanti, operatori sociali e sanitari, capi comunità e polizia.
Interventi di risposta
Se una ragazzina rimane incinta deve ricevere cure prenatali adeguate, per ridurre i rischi associati alle gravidanze precoci; ma bisogna far sì che la ragazza stessa ricerchi queste cure, cosa ancora poco comune. Servono corsi di formazione per nuove promotrici sanitarie e infermiere, serve rinforzare le circa 50 unità sanitarie periferiche di ciascun distretto, per consentire diagnosi precoci delle maternità a rischio e sensibilizzare le comunità locali sull'importanza di ricorrere ai servizi di assistenza medica. Il personale sanitario riceverà formazione specifica sui rischi medici connessi alle gravidanze adolescenziali, sul ricovero tempestivo in casi di emergenze ostetriche o abuso sessuale e su supporto psicosociale, counselling e assistenza legale alle ragazze incinte.
http://www.unicef.it/doc/473/progetto-proteggere-le-mamme-bambine.htm

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