Progetto: ''Costruire il futuro dei bambini vittime delle guerra'' in Sudan
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Con questo progetto, l’UNICEF aiuta le autorità governative a migliorare i servizi per i bambini, facendo sì che i più vulnerabili, come gli orfani, i bambini di strada e quelli ancora associati a forze armate, ricevano l’assistenza adeguata al loro recupero e reinserimento nella società. Tra le attività in corso vi sono l’assistenza psicologica e sociale e la formazione professionale.
Nonostante gli
accordi di pace del 2005 abbiano ufficialmente messo fine al lungo conflitto tra Nord e Sud del paese, il
Sud Sudan si trova ancora in una situazione post-bellica di piena emergenza.
L’autonomia di governo delle regioni del Sud, in attesa del referendum che nel 2011 deciderà sull’indipendenza o meno della regione e sui confini esatti, non ha ancora la piena disponibilità di risorse economiche e competenze necessarie per affrontare le sfide di una realtà sociale poverissima e priva di servizi essenziali.
Il rientro continuo di sfollati e profughi,
2,3milioni tra il 2005 e il 2008, pesa sulle poche strutture esistenti, contribuisce alla diffusione di epidemie e moltiplica le difficoltà nei rifornimenti alimentari e nei servizi sanitari e scolastici.
In particolar modo le condizioni dell’infanzia sono molto gravi: dei nuovi nati,
solo il 33% è registrato all’anagrafe, mentre il tasso dimatrimoni precoci è molto alto: il 36% delle donne si sposa entro i 18 anni. Molti bambini sono rimasti senza sostegno familiare:
il 7% dei minorenni non vive con i propri genitori biologici. Inoltre, a causa della presenza nell’area di fazioni paramilitari, si calcola che siano ancora
1.500 i bambini arruolati in bande o gruppi armati e circa 8.000 i minori a rischio come conseguenza del conflitto.
Cosa fa l’UNICEF
Dal 2005 l’UNICEF ha messo a disposizione del governo del Sud Sudan e delle Ong assistenza finanziaria, materiale e tecnica allo scopo di garantire ai bambini alcuni servizi di base quali istruzione, salute e acqua potabile, e di proteggerli da violenze, abusi e sfruttamento.
Con il programma di protezione dell’infanzia l’UNICEF si propone di aiutare le autorità governative a migliorare i servizi per i bambini, per far sì che i più vulnerabili tra loro, come gli orfani, i bambini di strada e quelli ancora associati a forze armate, ricevano l’assistenza adeguata al loro recupero e reinserimento nella società. Nella regione del
Greater Bahr el Ghazal (Stati diWestern e Northern Bahr el Ghazal,Warrap e Lakes) saranno effettuati i seguenti interventi: • Garantire a 4.000 bambini vittime della guerra civile (bambini di strada, orfani, vittime di abusi) l’accesso a servizi di base tramite interventi di assistenza e sostegno al loro reinserimento, compresa assistenza psicologica e sociale e formazione professionale.
• Inserire il 60% dei bambini senza sostegno familiare (bambini di strada, separati dai genitori e orfani), o in si tuazioni d’emergenza, in programmi di assistenza familiare (circa 1.000 bambini l’anno), sostenendo e formando famiglie affidatarie.
• Censire e raggiungere tutti i bambini associati a gruppi o forze armate, smobilitarli e inserirli nei servizi comunitari per la loro reintegrazione.
• Sviluppare un piano d’intervento per la riduzione dei matrimoni precoci
http://www.unicef.it/doc/476/progetto-costruire-il-futuro-dei-bambini-vittime-delle-guerra.htm

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