Marzo 2009 - Il 18 gennaio scorso sono terminate le ostilità tra Hamas e Israele, ennesimo capitolo dell'ininterrotto conflitto arabo-israeliano, che per tre settimane ha visto la Striscia di Gaza teatro di bombardamenti e azioni militari che hanno provocato 1.440 morti (oltre un terzo dei quali bambini e donne).
Da allora l'UNICEF e le altre organizzazioni umanitarie presenti sul campo tentano faticosamente di alleviare le sofferenze della popolazione civile palestinese, stremata non soltanto dalle conseguenze dirette della guerra ma anche, se non soprattutto, da oltre un anno e mezzo di blocco ai valichi di frontiera imposto da Israele sin dalla vittoria di Hamas alle elezioni.
Allo stato attuale, le restrizioni impediscono la ricostruzione delle abitazioni distrutte o danneggiate dai bombardamenti, il disinnesco o la distruzione di mine e ordigni inesplosi, il pieno ripristino della rete idrica e fognaria, con 50.000 persone tuttora prive di acqua corrente e altre centomila che la ricevono a intermittenza.
Da ambo le parti, inoltre, continuano le violazioni del cessate il fuoco, che non di rado provocano vittime tra i bambini.