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Nepal, un anno dal terremoto: la lunga marcia verso la normalità

Bambini del villaggio di Barpak, vicino all'epicentro del catastrofico terremoto del 25 aprile 2015. In questo solo distretto ben 1.400 abitazioni sono state completamente distrutte - ©UNICEF/UN017153/Shrestha -  -
Bambini del villaggio di Barpak, vicino all'epicentro del catastrofico terremoto del 25 aprile 2015. In questo solo distretto ben 1.400 abitazioni sono state completamente distrutte - ©UNICEF/UN017153/Shrestha - -
A un anno dal terremoto che sconvolse il Nepal, l'UNICEF comunica i risultati del suo intervento umanitario, tuttora in pieno corso. Dall'Italia donati quasi 4 milioni di euro

25 aprile 2015 - Esattamente un anno fa un devastante terremoto, seguito da un secondo sisma il 12 maggio, colpiva il Nepal causando  quasi 9.000 vittime e 22.400 feriti, 900.000 abitazioni danneggiate o distrutte, danni per oltre 7 miliardi di dollari.

Un anno dopo, 1,6 milioni di alunni stanno iniziando il nuovo anno scolastico nelle zone colpite, molti ancora in aule provvisorie. Mentre procedono gli sforzi per la ricostruzione, resta ancora molto da fare per garantire il completo ritorno alla normalità per questi bambini.

«I terremoti dello scorso anno hanno distrutto o gravemente danneggiato più di 35.000 aule scolastiche. Sono stati realizzati grandissimi sforzi per far tornare i bambini a scuola il più presto possibile,  ridurre i disagi nella loro istruzione e l’esposizione ai rischi di abbandono, sfruttamento e violenza» spiega  Tomoo Hozumi, Rappresentante dell'UNICEF in Nepal.

«Grazie a questi sforzi, le scuole nei distretti colpiti sono state riaperte un mese dopo il primo terremoto in aule di fortuna. Ora abbiamo bisogno di raddoppiare i nostri sforzi per far sì che i bambini possono studiare in sicurezza in classi transitorie o permanenti il più presto possibile.» 

A un anno di distanza, oltre l'85% delle 188.900 persone che erano state sfollate dopo il terremoto hanno potuto abbandonare i campi di accoglienza, mentre 26.272 vi risiedono ancora.

La ricostruzione di edifici è iniziata da poco e deve essere accelerata nei prossimi mesi. Nel frattempo, migliaia di famiglie con bambini continuano a vivere in alloggi di fortuna, generalmente nei pressi delle macerie delle loro abitazioni.

I bambini che vivono in rifugi temporanei e in altri ambienti poco sicuri sono esposti a diversi rischi, tra cui il traffico di esseri umani. Dal giorno del terremoto al 12 febbraio 2016, ben 850 bambini e bambine erano stati intercettati dalla polizia come vittime di tratta o di altre forme di violazione dei diritti umani: una media (89 al mese) decisamente superiore a quella del periodo pre-terremoto. 

Questo anno l’UNICEF ha aiutato 1,1 milioni di bambini in 14 distretti gravemente colpiti con interventi d’emergenza nei settori operativi di sanità, nutrizione, acqua e igiene, protezione, istruzione, comunicazione per lo sviluppo. 


Un anno di risultati concreti per i bambini del Nepal

In questi 12 mesi sono stati ottenuti grandi risultati dall'UNICEF e dalle organizzazioni partner. Per una visione più dettagliata leggi la scheda informativa in italiano oppure scarica il rapporto "Nepal Earthquakes: One Year Later. Moving On" (in inglese).
 
 
Acqua e igiene 
 

Sanità


Nutrizione
 
 
 
Protezione dell'infanzia

 
Istruzione

 
Protezione sociale
 
  • Sono stati erogati sussidi monetari di emergenza a beneficio di 434.690 persone in condizioni di particolare vulnerabilità sociale ed economica.

Dall'Italia donazioni per quasi 4 milioni di euro

«Abbiamo fatto un enorme lavoro per soccorrere la popolazione e assisterla, nei distretti più colpiti dal sisma. Abbiamo lavorato duramente per prevenire le epidemie, contrastare la malnutrizione e garantire la continuità dell'istruzione. Ma c'è ancora una lunga e difficile strada da percorrere, per il Nepal, prima di tornare alla normalità» conclude Tomoo Hozumi.

«Insieme alle altre agenzie delle Nazioni Unite e alle organizzazioni partner l'UNICEF continuerà a cooperare con il Governo e con la società civile nepalesi, non solo per continuare ad aiutare i bambini nelle zone colpite dal sisma, ma anche per applicare all'intero territorio nazionale le lezioni apprese da questo disastro, in modo che il Nepal sia più preparato a fronteggiare simili disastri in futuro.» 

Grazie alla generosità dei suoi donatori, l’UNICEF Italia ha trasferito più di 3.879.800 euro per gli interventi di emergenza e per la prima fase della ricostruzione in Nepal.


https://www.unicef.it//doc/6776/nepal-un-anno-dal-terremoto-la-lunga-marcia-verso-la-normalita.htm

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