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Calo storico nella mortalità da morbillo, ma troppi bambini ancora non sono vaccinati

India - Un operatore sanitaria marca con un pennarello il dito di un bambino che è stato appena vaccinato contro il morbillo © UNICEF/UNI133530/Pietrasik -  -
India - Un operatore sanitaria marca con un pennarello il dito di un bambino che è stato appena vaccinato contro il morbillo © UNICEF/UNI133530/Pietrasik - -
Per la prima volta nella storia le morti per morbillo nel mondo scendono sotto le 100.000 unità: un calo dell'84% rispetto al 2000, ma ora è priorità raggiungere i bambini non vaccinati

27 ottobre 2017 Per la prima volta nella storia i decessi per morbillo nel mondo scendono al di sotto dei 100.000 l'anno: nel 2016 sono stati 89.780, con un calo dell'84% rispetto alle oltre 550.000 morti del 2000.  

Il dato è stato reso noto oggi in un rapporto congiunto presentato da UNICEF, Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Alleanza Globale per i Vaccini (GAVI) e Centers for Disease Control degli USA (CDC).

«Salvare in media 1,3 milioni di vite all’anno attraverso il vaccino per il morbillo è un risultato incredibile, che rende possibile, e anche probabile, il sogno di vedere già nel corso della nostra vita un mondo senza morbillo» dichiara Robert Linkins, della Measles and Rubella Initiative (MR&I) e a capo del Dipartimento per la prevenzione e le vaccinazioni dei CDC, la principale istituzione sanitaria governativa degli Stati Uniti.

La MR&I è una partnership creata nel 2001 da UNICEF, OMS, CDC, Croce Rossa Americana e Fondazione delle Nazioni Unite con l'obiettivo di contribuire a debellare morbillo e rosolia a livello globale.

Si calcola che dal 2000 a oggi siano state somministrate nel mondo 5,5 miliardi di dosi di vaccino contro il morbillo, attraverso servizi di vaccinazione di routine e campagne di vaccinazione di massa, salvando circa 20,4 milioni di vite.

«Ogni giorno, nel mondo, il morbillo uccide ancora più di 300 bambini» afferma Robert Kezaala, Senior Advisor per i programmi sanitari dell’UNICEF. «Tuttavia, i progressi compiuti fino a oggi per combattere questa malattia sono la prova che intensificando i nostri sforzi possiamo azzerare la mortalità da morbillo.»

 

Copertura vaccinale ancora insufficiente

Nonostante i progressi nella riduzione della mortalità, il mondo e soprattutto alcune regioni scontano un ritardo nella prevenzione di questa insidiosa malattia infettiva.

Il tasso di copertura vaccinale anti-morbillo con la prima delle due dosi necessarie per l'immunizzazione è ferma dal 2009 all’85% - ben al di sotto del 95% necessario per impedire la proliferazione dei contagi - mentre il tasso di copertura con anche la seconda dose è ancora al 64%.

E ancora troppi bambini – 20,8 milioni in tutto– non hanno mai ricevuto neppure la prima dose di vaccino.

Oltre la metà dei bambini mai vaccinati contro il morbillo vivono in 6 soli Stati: Nigeria (3,3 milioni), India (2,9 milioni), Pakistan (2 milioni), Indonesia (1,2 milioni), Etiopia (0,9 milioni) e Repubblica Democratica del Congo (0,7 milioni).

«Il netto calo della mortalità da morbillo è il culmine di anni di duro lavoro per vaccinare milioni di bambini nei paesi più poveri del mondo compiuto da operatori sanitari, governi e organizzazioni internazionali» sottolinea Seth Berkley, Direttore generale del GAVI, tra i maggiori protagonisti mondiali dei programmi di vaccinazione contro il morbillo.

«Tuttavia non possiamo ritenerci soddisfatti. Troppi bambini non ricevono ancora i vaccini. Per raggiungerli e tracciare un percorso realistico verso l’eliminazione del morbillo, occorre rafforzare significativamente le vaccinazioni di routine, sostenute da sistemi sanitari più forti».

 

Italia, un poco onorevole record europeo 

Il morbillo è una malattia virale altamente contagiosai bambini che contraggono l'infezione sono esposti a rischio di complicazioni gravi per la salute, come polmonitediarrea, encefalitececità e possono arrivare a provocare la morte.

Mentre si continuano a verificare epidemie di vaste proporzioni negli Stati più poveri, si segnalano focolai epidemici anche in regioni altamente sviluppate come l'Europa e il Nord America.

In Europa, 18 Stati (tra cui l'Italia) hanno tassi di copertura inferiori al 95%. I casi di morbillo registrati nei primi 8 mesi di quest'anno sono stati 10.300, il quadruplo rispetto allo stesso periodo del 2016. Purtroppo l'Italia detiene il poco onorevole primato europeo nel numero dei contagi, seguita a grande distanza da Romania e Germania.

In Italia, dove negli ultimi anni la copertura vaccinale è calata in modo allarmante - motivando la recente decisione del Ministero della Salute di reintrodurre l'obbligatorietà di 10 vaccinazioni, fra cui quella contro il morbillo - si sono registrati dall'inizio del 2017 ben 4.689 casi, quasi metà dei quali (44%) hanno comportato il ricovero ospedaliero, e 4 decessi. Quasi 9 contagi su 10 hanno riguardato soggetti che non erano mai stati vaccinati. Per saperne di più leggi il più recente Bollettino epidemiologico del Ministero della Salute sul morbillo.



https://www.unicef.it//doc/7877/morbillo-storico-calo.htm

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